October e Lucio Amelio, doppio appuntamento al MADRE giovedì 26.

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I Giovedì di Lucio Amelio:

Lettere a Lucio Amelio – visita reading (ore 17:00, terzo piano)

CityHall@MADRE – programma musicale e video di Mario Franco (dalle ore 22:00 alle ore 2:00, sala delle Colonne)

Museo MADRE via Settembrini 79, Napoli

Il MADRE propone il terzo appuntamento dei Giovedì di Lucio Amelio, in omaggio al gallerista napoletano, a cui il museo dedica la mostra in corso Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965-1982). Documenti, opere, una storia… (prorogata fino al 6 aprile 2015). Anche in occasione di questo appuntamento è previsto un doppio programma: Lettere a Lucio Amelio (ore 18:00, terzo piano), una visita guidata gratuita ispirata dalle corrispondenze tra Amelio e artisti, collezionisti, galleristi, critici, istituzioni culturali napoletane e internazionali, e CityHall@MADRE (dalle ore 22:00 alle ore 2:00, primo piano, Sala delle Colonne), una serata musicale che evoca l’atmosfera del famoso locale napoletano City Hall, crocevia di artisti internazionali, e memorabile luogo dell’incontro, organizzato da Lucio Amelio il 1 aprile 1980, tra Andy Warhol e Joseph Beuys.

Durante la visita guidata Lettere a Lucio Amelio, alle ore 17:00 (terzo piano), i Servizi educativi del museo MADRE propongono un reading di alcune lettere e  documenti in mostra, come quelle che, tra il 1967 e il 1968, documentano il rapporto del gallerista con Lucio Fontana, teorizzatore dello Spazialismo e autore di opere come i cicli Attese e Concetti spaziali, che pochi mesi prima della sua morte mise a fuoco proposte e progetti, poi non realizzati, per la sua mostra a Napoli. E ancora la collezione di lettere indirizzate ad Amelio, nelle quali l’artista James Lee Byars scrive di un progetto per Palazzo Reale a Napoli, associando alle parole disegni che trasformano questi messaggi in fragili ed impenetrabili lavori d’arte.

Partecipazione gratuita. Prenotazione consigliata 081 19313016.

 

Dalle ore 22:00 alle ore 2:00 (primo piano, Sala delle Colonne) il programma musicale e le videoproiezioni di CityHall@MADRE ricreano le atmosfere e le suggestioni che hanno caratterizzato le notti di uno dei club underground più amati di Napoli. Frequentatissimo dai personaggi più influenti della scena artistica e culturale nazionale ed internazionale, il City Hall è lo storico locale napoletano aperto il 10 gennaio 1980 dall’imprenditore Dino Luglio, che resta nell’immaginario collettivo il luogo per eccellenza in cui idee ed intrattenimento confluivano in uno spazio culturale all’avanguardia: qui, il 1 aprile 1980, fu organizzata la festa che celebrò l’incontro a Napoli fra Joseph Beuys e Andy Warhol.

Mixando materiali provenienti dagli archivi foto-cinematografici di Mario Franco e sonorizzandoli con le musiche dell’epoca, il ricordo degli artisti che hanno esposto da Lucio Amelio si configura come un omaggio libero ma rigoroso che si affianca, con materiali inediti, alla mostra del MADRE.

E ci sarà anche un prezioso inedito: quando il 6 maggio 1983, l’artista americano Keith Haring espose da Lucio Amelio (fu tra l’altro la sua prima mostra personale in Europa), portò con sé in galleria una registrazione video in formato Umatic NTSC contenente la documentazione, tra l’altro, di una serie di disegni, piuttosto audaci, realizzati in una toilette pubblica, dalle pareti al soffitto. All’epoca, per problemi tecnici, non fu possibile proiettare il video: giovedì 26 marzo al MADRE si vedrà quindi una vera e propria “anteprima” di un documento storico assolutamente inedito, relativo a un intervento di Keith Haring rimosso all’epoca, e quindi oggi perduto. I filmati in proiezione ritraggono anche Andy Warhol nella sua Factory, dagli anni degli esordi fino alla sua morte prematura, incluso l’omaggio del padre della Pop Art a Napoli, con la serie dei Vesuvius. Altri artisti come Jannis Kounellis, Cy Twombly, Robert Mapplethorpe, Keith Haring, Nino Longobardi, Carlo Alfano, Ernesto Tatafiore completano la selezione dei documenti, mixati da Mario Franco in una sintesi video che offre una significativa rievocazione degli anni 70′ e 80’ di Lucio Amelio.

La serata sarà animata con il dj set DOMAEX (Domenico Giordano), dj e producer napoletano che, influenzato da sound mistici e psichedelici, realizza dj set sensibili alle nuove tendenze elettroniche di matrice Deep House, Techno e Tech House. Chiude B.O.P – Luca Affatato, produttore di musica ed appassionato di sound design, che ha iniziato, a suonare come dj Drum&Bass dal 1996, in seguito 16bit Suicide, duo electrorock legato all’etichetta underground Registrazioni Italiane con Davide Rossillo, collaborando con la fanzine Nervi, con il fumettista spagnolo Miguel Angel Martin, mentre con Davide Squillace si è avvicinato alla struttura della musica dance  producendo, con il moniker Phutura,  dischi su realtà del settore (Minisketch, Adagio, Globox, Claque Musique).

Sempre al MADRE

cover MGMGiovedì 26 marzo ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano)

Presentazione del libro «October». Una rivista militante

Museo MADRE, via Settembrini 79, Napoli

Interverranno, insieme all’autrice,  Maria Giovanna Mancini, Angelo Trimarco, Stefania Zuliani e Andrea Viliani.

 

Nell’ambito delle attività della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee dedicate alla promozione dello studio delle riviste di arte e di critica, e alla presentazione di saggi o ricerche sull’arte contemporanea, si inscrive la presentazione del volume «October». Una rivista militante di Maria Giovanna Mancini, pubblicato nel 2014 per Luciano Editore. Giovedì 26 marzo alle ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano) ne discuteranno con l’autrice Stefania Zuliani, docente di Teoria della Critica d’Arte all’Università degli Studi di Salerno, Angelo Trimarco, docente universitario e critico d’arte, e il direttore del MADRE, Andrea Viliani.

 

L’ampio saggio ricostruisce l’itinerario della rivista «October» che, fondata da Rosalind Krauss e Annette Michelson nel 1976, si pone immediatamente sulla scena internazionale come singolare spazio di discussione sul presente dell’arte e della critica, divenendo in breve un punto di riferimento e una delle più autorevoli riviste dedicate all’arte contemporanea a livello internazionale. Gli editorialisti impegnati nella pubblicazione della rivista, tra cui vanno annoverati alcuni fra i critici più noti delle ultime generazioni, come Douglas Crimp, Joan Copjec, Yve-Alain Bois, Hal Foster, Benjamin H. D. Buchloh, Denis Hollier,  Silvia Kolbowski, Miwon Kwon, Rosalyn Deutsche, Slavoi Žižek, Mignon Nixon, Leo Steinberg, muovono dall’esigenza di ripensare il ruolo della critica d’arte, con un vero e proprio senso di militanza critica ed estetica. Fin dal titolo, un’esplicita citazione del film del regista russo Sergej Eisenstein dedicato alla Rivoluzione d’Ottobre, la rivista statunitense rivendica la possibilità concreta della critica di essere vettore di trasformazione delle strutture sociali e di pensiero. Gli esiti eterogenei delle proposte critiche pubblicate sulla rivista vengono attraversati individuando dei luoghi privilegiati nel discorso di «October»: l’analisi mediale, la centralità della fotografia, la rilettura dell’avanguardia europea, l’antagonismo alla teoria formalista di uno storico dell’arte come Clement Greenberg. Una parabola, quella della rivista, di cui il volume ricostruisce i momenti più salienti, dal periodo eroico della fondazione agli anni più recenti in cui si nota un’istituzionalizzazione delle proposte che culmina nella pubblicazione di un monumentale manuale di storia dell’arte, dal 1900 ai giorni nostri, già divenuto un punto di riferimento nella pubblicistica di settore.

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