Pompei, nuovo crollo.

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Nuovo crollo a Pompei. Nuovo cedimento, dopo qualche giorno di maltempo e pioggi forti, come spesso accade, e alla vigilia della visita del Ministro dei beni culturali e del Turismo Dario Franceschini che domani sarà nel sito archeologico con la presidente della Rai Anna Maria Tarantola, in occasione dell’Assemblea Generale dell’European Broadcasting Union (Ebu) che si è aperta oggi nell’Auditorium del Centro di produzione di Napoli.

A dare la notizia oggi la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia che, in mattinata, procedendo con gli ordinari monitoraggi tecnici, ha scoperto i due cedimenti strutturali che si sono verificati in una stessa bottega, nella Regio VII, insula 3, civ. 37 del ‘Vicolo stortò, ma in due diversi ambienti.

In una prima zona, si è verificato il cedimento della parte superiore del pilastro in laterizi che costituiva l’angolo nord della parete e di cui, già in fase di monitoraggio per la messa in sicurezza, era stato segnalata la presenza di un restauro moderno. Il secondo episodio, ha interessato la parete sud di un secondo ambiente, di cui era già stata segnalata la condizione di rischio dell’angolo occidentale e di cui oggi si è documentato il distacco.

I piccoli crolli sono avvenuti in un’area chiusa al pubblico e già oggetto di attenzione e di monitoraggio, in quanto fa parte della zona per la quale è prevista la messa in sicurezza nell’ambito del Grande Progetto Pompei, e i cui interventi previsti, seppur con bando di gara già aggiudicato, non sono potuti ancora partire, a causa di un avviato ricorso nei confronti della ditta vincitrice.

A sottolinearlo, con una punta di polemica la stessa sovrintendenza. «Qualsiasi incidente del genere a Pompei non può essere minimizzato, seppur di portata limitata», dice da parte sua Massimo Osanna, Soprintendente di Pompei. «Tuttavia – aggiunge – è bene ricordare che si tratta di un’ area estremamente estesa (ben 66 ettari, di cui 44 alla luce), in cui tali episodi sono da considerarsi fisiologici, e che attraverso il Grande Progetto Pompei, si sta cercando di monitorare ed intervenire su ogni zona del sito archeologico».. A scoprire l’ennesimo danno alle strutture antiche è stato un custode.

«L’amministrazione ha ritenuto opportuno informare i carabinieri che si sono recati sul posto per il sopralluogo, speriamo che con la stessa sollecitudine abbia provveduto anche a comandare qualche restauratore per l’accertamento del danno per poi procedere con immediatezza alla risistemazione» commenta Antonio Pepe, Rsu degli Scavi di Pompei.

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