Primarie, Serracchiani: no a chi è già stato sindaco. Bassolino: sbagliato.

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Francesco Rosi: aperta la camera ardente“Leggo che si potrebbero fare delle nuove e singolari regole per vietare di candidarsi a chi è già stato sindaco. Francamente vedremo, sono voci. A me sembrerebbe sbagliato”.

Così Antonio Bassolino in corsa per le primarie del centrosinistra. “Non si cambiano mai le regole in corso di gioco ma ben prima e a Napoli è stata già fissata la data del 7 di febbraio. E poi – dice a La Telefonata di Belpietro – io in generale penso che sono giuste le regole che tengono a includere”.

Bassolino si riferisce alle dichiarazioni di Debora Serracchiani che su “La Repubblica” ha fatto riferimento alla posssibile introduzione di una norma interna che escluderebbe chi è già stato sindaco dalla competizione elettorale.

“Varrebbe anche per Renzi a Firenze e Delrio a Reggio Emilia. È solo un modo per dire che quando un’esperienza si è chiusa, si è chiusa per davvero. Nulla di strano: lui ha già dato”. Il nome che il Pd vorrebbe tener fuori è quello di Bassolino. “In direzione ufficializzeremo il 20 marzo come il giorno delle primarie, mettendo ordine e favorendo la partecipazione. E fisseremo le stesse regole ovunque. Chiare, per tutti: da Aosta a Marsala: saranno primarie aperte a tutti i cittadini – chiarisce la Serracchiani – . Mentre per i ruoli politici, ad esempio le segreterie locali, stiamo ragionando se far votare solo gli iscritti”.

Inoltre le primarie, già fissate per il 7 febbraio, verrebbero rinviate al 20 marzo.

Intervengono anche i Verdi: “Come avevamo previsto, le primarie per la scelta del sindaco di Napoli si stanno trasformando in una resa dei conti interna, giocata, tra l’altro, con mezzucci che sarebbe meglio evitare. Se nel Pd c’è chi non gradisce la candidatura di Bassolino – aggiungono – promuova una candidatura alternativa, come abbiamo fatto noi presentando Sorbillo, ma non introduca norme che limitano la democrazia e il potere di scelta dei cittadini, altrimenti le primarie sono del tutto inutili. Si può essere d’accordo o meno con la candidatura di Bassolino, ma un candidato che non ti piace lo batti presentando un candidato alternativo, non escludendolo con misure ad personam”. Per Borrelli e Buono “gli amici del Pd devono anche spiegarci a che servono le riunioni di coalizione se poi cambiano le regole autonomamente e per risolvere questioni interne”.

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