Quando D’Annunzio era socialista, il libro di Antonio Alosco, mercoledì 22 a San Domenico.

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Libro giornoMercoledì 22 aprile a partire dalle 9.30 presso la Sala del Capitolo presso il Complesso di San Domenico Maggiore si terrà il convegno “Ritratti di Gabriele D’Annunzio”.

Presiedono: Concetta De Iuliis, Dirigente Scolastico del Liceo “G. Galilei”, Elisa Rotriquenz, Coordinatrice Didattica del Liceo Nazareth. Introduce Cosimino Miccoli, docente.

Un incontro per parlare direttamente agli alunni di due istituti prestigiosi napoletani come il Galilei e il Nazareth. L’argomento è Gabriele D’Annunzio e un aspetto inedito: il suo periodo socialista, attraverso il libro di Antonio Alosco edito dalla Graus Gabriele D’Annunzio socialista. La personalità di D’Annunzio ha attraversato la storia italiana ed europea.

“Stiamo arricchendo la nostra collana di saggistica: Coralli”, così l’editore commenta l’ultimo testo di saggistica nato a piazza San Domenico. Un Gabriele d’Annunzio inedito, socialista. Come si evince da documenti inediti sui quali lo storico Antonio Alosco ha lavorato per anni, ricostruendo quello che è stato più di un momento in cui il Vate si è avvicinato al socialismo, nonostante la sua fama di uomo del Duce. E’ quanto emerge dal volume dato alle stampe dall’editore napoletano Graus, dal titolo Gabriele D’Annunzio socialista – Un percorso sconosciuto dell’inimitabile vita del Poeta. La ricostruzione è puntuale. Quell’immagine di d’Annunzio legato alla Destra mussoliniana si mescola alla parentesi, niente affatto breve dell’adesione e della vicinanza alle idee socialiste. “Io sono un uomo della vita e non delle formule” così si definiva, secondo quanto riporta nella prefazione Giordano Bruno Guerri il Vate, a proposito di schemi e di idee. Per molti anni il Vate fu osannato dal giornale “L’Avanti”, col quale collaborò in varie forme. Anche attraverso l’invio e, di conseguenza, la pubblicazione di alcune sue poesie, tra cui “Il Maestro”, dedicata a Giosuè Carducci.

Per dirla tutta d’Annunzio sembra essere stato più, come pare suggerire Bruno Guerri, un anarchico che abbia trovato sistemazione tra le file mussoliniane, piuttosto che un uomo di Destra, politicamente schierato anche dal punto di vista delle convinzioni e idee personali. In quella Destra, più che altro ha trovato, in quel momento storico, la sua collocazione, aderendovi.

Ma quella di Alosco non vuole essere un’analisi critica: semplicemente la narrazione, meticolosamente dettagliata degli anni in cui il poeta abruzzese fu vicino al movimento dei socialisti italiani, e soprattutto alle idee su cui lo stesso movimento reggeva. In sostanza il volume Gabriele d’Annunzio socialista è un saggio molto ben documentato, sulla parabola del Vate, nel suo passaggio dal socialismo alla bandiera mussoliniana, sicuramente un punto di vista inedito nel panorama italiano.

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