Terrore a Secondigliano, uccide il fratello ed altre 3 persone tra cui un passante.

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20150515_secondiE’ di quatto morti e cinque feriti, secondo fonti delle forze dell’ordine, il bilancio della sparatoria avvenuta alla periferia di Napoli.

L’uomo che ha sparato dal balcone della sua casa è ora nelle mani delle forze dell’ordine.

Si tratta di Giulio Murolo, 48 anni, infermiere presso l’Ospedale Cardarelli con l’hobby della caccia. Ha sparato con un fucile a pompa calibro 12, regolarmente detenuto così come le numerose altre armi ritrovate dalle forze dell’ordine.

Le vittime sono il fratello dell’omicida, la cognata, un capitano dei vigili urbani accorso a soccorrere un collega vicino di pianerottolo ed un uomo che transitava a bordo di uno scooter a cui Murolo ha sparato dal balcone di casa.

Tra i feriti la moglie di Murolo, il vigile vicino di pianerottolo, un carabiniere della vicina caserma, accorso sul posto dopo aver sentito gli spari e due giovani che transitavano a piedi. Il raptus sarebbe stato determinato da futili motivi.

Secondo alcune testimonianze, lo sparatore avrebbe reagito violentemente per un filo destinato al bucato, innestato su vecchi
dissapori per questioni di interesse tra Murolo e il fratello.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe prima sparato al fratello, alla cognata ed alla moglie poi ad un vicino di casa, un vigile urbano, un ufficiale della polizia municipale di Napoli, e poi si sarebbe barricato in casa uscendo sul balcone circondato di bombole di gas ed incominciando a sparare uccidendo un motociclista a bordo di uno scooter e ferendo alre 5 persone.

Sul posto è stato disposto un vasto cordone di agenti di polizia e carabinieri a 500 metri dallo stabile dove l’uomo si è barricato.

Giunti anche tiratori scelti e reparti speciali per una eventuale irruzione.

L’uomo, dopo una trattativa, si è arreso, sul pianerottolo gli agenti hanno ritrovato tre cadaveri e nell’abitazione dell’uomo diverse armi regolarmente detenute.

Giulio Murolo, questo il nome dell’omicida, 48 anni, infermiere presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, è stato portato via dall’appartamento in via Miano, tra Capodimonte e Secondigliano, dove si era barricato dopo aver ucciso 3-4 persone, tra cui sua moglie, sua cognata ed un ufficiale della polizia municipale di Napoli, e condotto in Questura. La folla inferocita ha tentato di linciarlo.

“E’ stata una sequenza di colpi violentissima”. Un testimone oculare, Luigi Mele, titolare di un negozio di ortopedia, racconta quanto accaduto nel primo pomeriggio al civico 41 di via Miano a Capodimonte (e non via Napoli come si era appreso in un primo momento).

“Erano le 15.15 quando abbiamo sentito le detonazioni. Tante, almeno una quindicina. Inizialmente – spiega Mele – ho pensato che potesse essere una fiction, perché ieri a poche decine di metri da qui hanno girato un episodio della serie Gomorra.

Poi ho visto un ragazzo sul motorino, riverso a terra, e l’uomo armato di fucile che entrava e usciva dal balcone della sua abitazione sparando all’impazzata. Ho abbassato la saracinesca come hanno fatto tutti gli altri commercianti e sono scappato.

Poi ho cominciato a telefonare ai miei figli e a tutti quelli che conoscevo per dire loro di non avvicinarsi alla zona”.

Il capitano della Polizia municipale di Napoli, Francesco Bruner, è una delle vittime dell’uomo che ha sparato da un balcone a Napoli. Lo si apprende dal comandante della Polizia municipale, Ciro Esposito. ”Era libero dal servizio quando – spiega all’Ansa – ha visto un collega ferito ed è stato colpito”. Il vigile urbano ferito nella sparatoria è ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco.(ANSA).

«Sono disarmato, non sparate: mi arrendo. Ho fatto una cazzata…». Queste le poche parole di Giulio Murolo, 48 anni, infermiere del Cardarelli, autore di una strage di Secondigliano, quando i poliziotti sono arrivati sul pianerottolo di casa.

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