Il trionfalismo di Renzi si scontra con l’aumento della povertà ed il risparmio tradito.

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Italian Prime Minister's "end of the year" press conferencedi Gerardo Sano

I trionfalismi della conferenza stampa di fine d’anno del Presidente del Consiglio non cancellano la stagnazione e la profonda crisi economica e sociale attraversata dall’Italia.

Il 2015 si chiude con una nazione sempre più declinante.

Non si tratta di essere gufi, per citare l’espressione cara a Renzi per demonizzare i suoi critici, ma semplicemente degli osservatori disincantati ed obiettivi per accorgersi che la gran parte della popolazione italiana vive una grande difficoltà economica e sociale.

Lo zero-virgola di aumento del Pil, o qualche posto di lavoro in più, costato all’erario l’esborso di miliardi di euro in decontribuzioni, non è certo un grande successo dell’ esecutivo.

Le tanto sbandierate riforme del mercato del lavoro hanno prodotto solo pochi posti di lavoro e non si sono stati il volano per il rilancio del sistema industriale, che ha usufruito molto di più di altri fattori quali il riallineamento dell’euro ed il crollo del prezzo del petrolio come dimostrano i dati dell’export.

Quello che lascia più perplessi della sua conferenza stampa è il voler continuare a descrivere un’Italia da sogno, uscito dalla crisi, e dove la vita delle persone è profondamente migliorata in questo anno.

La realtà è ben diversa da quella descrittaci dal fiorentino come dimostrano i numeri sulla crescita della povertà e sull’aumento dei decessi nel corso dei primi dieci mesi del 2015, l’11% di morti in più rispetto al 2014 che riportano il nostro paese alle percentuali dei periodi di guerra.

Per non parlare dei regali fatti dal governo Renzi ai risparmiatori, ieri ha evitato di parlarne, anche grazie alla compiacenza dei giornalisti presenti.

La legge sul Bail-in prima, ed il decreto sul “salva banchieri” dopo, dimostrano la compiacenza dell’esecutivo nei confronti del sistema bancario e finanziario.

Hanno affondato e gettato a mare i poveri risparmiatori pur di proteggere parenti ed amici, salvando gli amministratori responsabili dei fallimenti bancari.

Gerardo Sano

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