Le fonti di energia rinnovabile. Gli elementi portanti dell’Economia circolare.

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di Angelo Ionta

Per il passaggio dall’Economia Lineare (quella che “genera rifiuti, utilizza energia da fonti inquinanti non rinnovabili come gas, carbone, petrolio ed assottiglia le riserve di materie prime”) a quella Circolare (definita come quella che “…soddisfa i bisogni della società presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri…”) uno dei principi da adottare è quello di utilizzare “fonti di energia rinnovabile”, quelle presenti in natura, che sono pulite, infinite e gratuite. Queste fonti sono: la luce solare, il vento, la pioggia, le maree, le onde, il biocombustibile ed il calore geotermico. Tutte idonee a produrre energia elettrica, per poi tradursi in energia per l’industria e le famiglie, per riscaldamento/raffreddamento e per garantire i trasporti.

I dati statistici riportano che negli anni passati il 23,7% del fabbisogno mondiale di elettricità è stato soddisfatto dalle rinnovabili. I paesi che più ne hanno beneficiato sono stati Cina e Stati Uniti: quelli che hanno più investito nelle tecnologie rinnovabili, come energia eolica, idrica, solare e nei biocarburanti. Nel 2015 gli investimenti mondiali nelle tecnologie rinnovabili ammontavano ad oltre 286 miliardi di dollari. L’Europa ha recentemente intrapreso un forte impegno nello sviluppo di tali tecnologie. Il piano di investimenti del Green Deal europeo (EGDIP, European Green Deal Investment Plan), altresì indicato come piano di investimenti per un’Europa sostenibile (SEIP, Sustainable Europe Investment Plan), è il pilastro di investimento del Green Deal, dove verranno destinati almeno 1000 miliardi di € in investimenti sostenibili nel corso del prossimo decennio. Gli obiettivi del piano sono: l’incremento di finanziamenti per la transizione, l’incentivo a privati e pubblico ad effettuare investimenti sostenibili, fornire supporto alle amministrazioni pubbliche per l’individuazione ed esecuzione di progetti sostenibili.

Le energie rinnovabili sono forme di energia alternative alle tradizionali fonti fossili (non rinnovabili), con la peculiarità di essere “energie pulite”, non immettendo nell’atmosfera sostanze inquinanti, il CO2. A questo si aggiunge il vantaggio che queste sono reperibili in quasi tutte le zone del mondo, a differenza delle fonti energetiche tradizionali, concentrate in un numero limitato di paesi. Circa la facilità di reperimento, le tecnologie rinnovabili sono la svolta per i paesi in via di sviluppo, sollevandoli verso nuovi livelli di prosperità. Fatto che aggiunge, ai vantaggi già visti, la sicurezza energetica e la flemmatizzazione dei cambiamenti climatici. In sintesi notevoli benefici economici. I Finanziamenti europei e la disponibilità delle rinnovabili hanno già spinto alcuni paesi europei, come Islanda e Norvegia, a stabilire di produrre entro il 2050, il 100% del proprio fabbisogno energetico. Altro vantaggio delle rinnovabili è il fatto di produrre direttamente energia elettrica: questo fa sì di evitare di produrre la stessa quantità di energia con fonti fossili, che prevedono la trasformazione di queste in calore,  per poi passare a creare vapore per azionare turbine che finalmente generano elettricità. Tale processo, infatti, oltre alla creazione di calore ed emissione di CO2, presenta ahimè una dispersione strutturale di energia che va dal 40 al 65% nei vari passaggi.

Le risorse rinnovabili, materiali o energetiche, sono risorse naturali che presentano la caratteristica di possedere un tasso di rinnovamento uguale o maggiore al tasso di consumo/utilizzo, per questo sono inesauribili. Al contrario, le energie “non rinnovabili” (petrolio, carbone, gas naturale) possono esaurirsi nel giro di poche generazioni umane, da una parte a causa dei lunghi periodi di formazione e dall’altra parte a causa dell’elevata velocità alla quale vengono consumati.

Una risorsa rinnovabile, poi, si dice anche “sostenibile” quando il suo tasso di rigenerazione è uguale o superiore a quello di utilizzo, inserendo il concetto di disponibilità di quel bene sulla Terra. Occorre quindi un uso razionale delle risorse rinnovabili e sostenibili quali, ad esempio, le foreste – per le quali la disponibilità non è indefinita, come invece le fonti solari o eoliche. In sintesi le fonti energetiche naturali sono: l’irraggiamento solare (per produrre energia chimica, energia termica ed energia elettrica); il vento (fonte di energia meccanica ed elettrica); le biomasse (combustione, in appositi impianti per generazione termica di energia elettrica); le maree e le correnti marine (energia meccanica trasformata in elettricità) ed infine le precipitazioni (utilizzo dell’acqua che, raccolta ad una quota e condotta a valle tramite condotte, aziona delle turbine, ottenendo energia idroelettrica). Le fonti di energia rinnovabili associate a tali risorse sono appunto l’energia idroelettricasolareeolicamarina e geotermica. È utile comunque che le forme di energia presenti sul nostro pianeta (ad eccezione dell’energia geotermica) abbiano tutte origine dall’irraggiamento solare. Il calore dei raggi solari riscalda in maniera non uniforme diverse masse d’aria, il gradiente genera i venti che generano l’energia eolica. Lo stesso per il riscaldamento del mare che fa evaporare acqua che si raccoglie in nubi, generatrici di pioggia e quindi energia idroelettrica. Anche l’energia delle biomasse può essere considerata energia solare immagazzinata chimicamente, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.

Secondo la legge italiana, Decreto Legislativo 28 del 03/03/2011, modulato dalla Direttiva 2009/28/CE, le fonti di energia rinnovabile sono: l’energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

as residuati dai processi di depurazione e biogas.

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