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Biennale Internazionale di Napoli: il ritorno storico con moda, body art e creatività mediterranea

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Dopo oltre cento anni di silenzio, Napoli prova a riaccendere una delle sue eredità culturali più dimenticate: la Biennale d’Arte. È stato presentato ufficialmente il Manifesto Pro‑Biennale d’Arte a Napoli 1921–2026, un progetto che punta a riportare la città al centro del panorama artistico mediterraneo e nazionale.

L’iniziativa, promossa da Quirino Martinelli, imprenditore culturale ed editore, e dal professor Enzo Ruju, nasce come un atto di ricomposizione storica e di rilancio strategico. A sostenerla, un ampio fronte di studiosi, istituzioni, associazioni e personalità del mondo accademico e culturale.

Un ritorno atteso da oltre un secolo
La prima e unica Biennale d’Arte di Napoli si svolse nel 1921 al Palazzo Reale, inaugurata da Benedetto Croce. Fu un evento di grande respiro, capace di riunire artisti regionali e nazionali in un momento di ricostruzione morale e civile dopo la Grande Guerra.A differenza della Biennale di Venezia — attiva ininterrottamente dal 1895 — l’esperienza napoletana non ebbe seguito. Una discontinuità che, secondo i promotori, rappresenta una “criticità strutturale” del sistema culturale italiano e una perdita di centralità simbolica per la città.

La presentazione del Manifesto
Il Manifesto è stato presentato venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 17, nella Chiesa di San Lorenzo Martire nel quartiere Pianura, con una conferenza dedicata alle basi storiche, teoriche e programmatiche della futura Biennale Internazionale di Napoli (B.I.N.).

Tra i presenti:
• Ira Iele, Consigliera Regionale della Campania
• Giuseppe Catapano, Rettore AUGE
• Jamshid Ashough, direttore de La Voce dello Spettacolo
• Rosario Lavorgna, comunicatore e consulente Accanto ai promotori, sono intervenuti studiosi come Gennaro Castaldo, noto per le sue ricerche filosofiche e storico‑artistiche, e Flora Rucco, vicepresidente R.I.A.I.

Un pomeriggio di interventi, dibattiti e performance
Il pomeriggio è stato arricchito da numerosi interventi e dibattiti che hanno coinvolto eccellenze culturali e istituzionali. La giornata si è conclusa con due performance che hanno catturato l’attenzione del pubblico e dei media: quella della stilista Titti Petrucci e quella della pittrice e performer di body art Vivian Belmonte.

In occasione della Pro Biennale d’Arte a Napoli, durante l’incontro con la stampa nella sala conferenze della Chiesa di San Lorenzo Martire, Petrucci e Belmonte hanno portato in scena una visione contemporanea della creatività mediterranea.

L’“abito colore del mare del Mediterraneo” di Psicoparis by Titti Petrucci e l’“abito dipinto” di Vivian Belmonte hanno rappresentato due linguaggi complementari: scenografia, linea, forma e contenuto come espressione libera del creativo. Una dimostrazione concreta di come il mondo delle arti visive — moda, pittura, performance — possa sostenere e amplificare la futura Biennale. Napoli si è così trasformata in un vero “Palcoscenico del Mediterraneo”, grazie alla forza immaginifica di due artiste capaci di suscitare emozione e attenzione da parte dei media, del turismo e della cittadinanza. La loro performance ha offerto una riflessione sull’idea di bellezza contemporanea, resa eloquente dalla creatività mediterranea che le contraddistingue.

Napoli come polo culturale mediterraneo
Il progetto non guarda solo al passato, ma propone una visione ampia e contemporanea. L’obiettivo è restituire a Napoli il ruolo di crocevia culturale mediterraneo, luogo di incontro tra linguaggi, civiltà e visioni artistiche.

La Biennale, nelle intenzioni dei promotori, diventerebbe:
• un tributo alla tradizione artistica cittadina, dal Barocco caravaggesco ad Artemisia Gentileschi, fino a Luca Giordano;
• una piattaforma curatoriale per le pratiche artistiche contemporanee • un progetto istituzionale di lungo periodo, rivolto a enti pubblici, università, fondazioni e all’intero ecosistema culturale.

Il simbolo: il matrimonio tra il Vulcano e la Sirena
Il Manifesto introduce una potente metafora: il “matrimonio tra il Vulcano e la Sirena”.
Un’immagine che unisce energia tellurica e immaginario mitico, memoria storica e progettualità contemporanea. Un invito a una responsabilità collettiva capace di generare una vera rigenerazione culturale per la città.
Verso la Biennale Internazionale di Napoli

La Biennale Internazionale di Napoli (B.I.N.) si propone come un progetto pluriennale, capace di dialogare con le grandi istituzioni culturali italiane e internazionali. Non un evento isolato, ma un percorso di ricostruzione identitaria e di rilancio strategico.

Se realizzata, segnerebbe il ritorno di Napoli nel circuito delle grandi capitali dell’arte contemporanea, colmando un vuoto storico e restituendo alla città una voce forte nel dibattito culturale globale.

Titti Petrucci


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