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Maria che scioglie i nodi, quadro tattile alla Chiesa dell’Incoronatella

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È stata inaugurata, nella chiesa della Pietà dei Turchini in via Medina a Napoli, la prima
raffigurazione di Maria che scioglie i nodi in versione tattile destinata a persone cieche e ipovedenti.

Fortemente voluta dalla sezione napoletana del Rotaract, la sezione giovanile del Rotary Club,
presieduta dall’avv. Virginia Sacco, l’immagine è stata posta davanti all’altare dove accorrono
pellegrini e devoti da ogni parte d’Italia.

Il progetto

Così la presidente Sacco intervistata da TV2000, la Tv dei vescovi italiani:

«Nell’ambito di un progetto molto importante che è “Napolis 2500” con il quale abbiamo festeggiato il 25° centenario della fondazione dell’antica Neapolis, abbiamo deciso di portare avanti un’attività a beneficio della comunità realizzando un rilievo tattile che parlasse di Maria che scioglie i nodi. Non vogliamo solo celebrare Napoli quale ventre accogliente di cultura e di popoli ma specialmente onorare Maria che scioglie i nodi come ponte tra terreno e celeste, ponte tra le difficoltà e la loro risoluzione. L’idea è stata quella rendere tattile il venerato quadro già presente in chiesa attraverso una riproduzione in scala realizzata da un’azienda del territorio, la Texi di Benevento, che si propone di far fruire l’arte attraverso la lettura tattile. Il quadro aiuterà non solo i ciechi e gli ipovedenti ma anche, attraverso il linguaggio semplificato, ile persone affette da autismo».

Soddisfazione della parrocchia

Grande la soddisfazione del parroco don Simone Osanna che da quasi dieci anni zela il culto di Maria che scioglie i nodi, che da Napoli si è diffuso in tutta Italia anche grazie all’utilizzo consapevole dei nuovi mezzi di comunicazione digitale, secondo gli insegnamenti del Magistero della Chiesa.

La parrocchia trasmette in diretta TV, e su tutte le piattaforme social, la celebrazione settimanale in onore di Maria che scioglie i nodi raggiungendo coloro che, per motivi di salute o distanti da Napoli, non possono arrivare fisicamente a via Medina.

Così il parroco don Simone Osanna: «Desidero ringraziare anzitutto il Rotaract di Napoli nella persona della sua presidente per questo gesto di grande attenzione ad una categoria svantaggiata di devoti altrimenti esclusi da una fruizione piena della bellezza visiva del quadro. E la posa in chiesa dell’immagine tattile della Madonna è un ulteriore tassello in questo processo di inclusione, dopo la realizzazione della rampa per consentire ai diversamente abili o agli anziani l’accesso facilitato alla chiesa evitando l’uso delle scale».

L’esperienza di Papa Leone in Spagna

E proprio la settimana scorsa, in occasione della visita pastorale di Leone XIV in Spagna,
Valentina, una bambina di 12 anni, cieca dalla nascita, ha raccontare al Papa, accolto dai monarchi all’arrivo alla Sagrada Familia, la Torre di Gesù, che svetta a 172,5 metri di altezza, lontano dai maxischermi e dagli effetti speciali.

Sono bastate le sue piccole mani con le quali ha percorso un modello tattile della torre, alto un metro e 20 centimetri, realizzato per rendere accessibile il capolavoro progettato da Gaudì ai non vedenti, nel cortile della basilica. Valentina, che fa parte dell’organizzazione Once per
l’accompagnamento alle persone con deficit visivi, ha percorso dalla base il modello descrivendone al Papa e ai monarchi le forme, i rilievi, i dettagli architettonici, fino alla grande croce che corona la torre.

«Ciao Valentina, piacere di conoscerti, come stai? Raccontaci», l’aveva esortata all’arrivo la regina Letizia. «Come potere vedere, qui in basso c’è una finestra di forma triangolare e ce ne sono dodici attorno a tutta la torre», ha attaccato Valentina. «Al di sopra delle vetrate ci sono colonne di pietra che terminano a punta. Se continuiamo sulla traiettoria, vediamo finestre a forma di albero, di rombo…», ha continuato, mentre l’opera progettata da Gaudì ha preso forma sotto il suo tatto.

«Per qui si può salire?» ha domandato il pontefice, quando Valentina è arrivata ai bracci della torre, spiegando le complesse geometrie. «Grazie mille Valentina, brava, bravissima!», ha detto Letizia, applaudendo con il pontefice e re Felipe, per poi darle un abbraccio. «Valentina qui c’è un rosario per te», ha fatto eco Papa Leone mettendole fra le mani una scatolina bianca con la corona.

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