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La Notte della Tammorra, agli archivi l’edizione 2026

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Oltre diecimila presenze in due giorni, laboratori di percussioni e danze popolari, un cartellone ricco di artisti e un omaggio sentito a Roberto De Simone. La XXIV edizione de “La Notte della Tammorra” conferma il suo ruolo di grande festa popolare e laboratorio culturale, trasformando ancora una volta Piazza Mercato in un punto di incontro tra tradizione, nuove generazioni e memoria collettiva.

L’evento, inserito nella rassegna comunale “Napoli Città della Musica” e organizzato dalla Fondazione Il Canto di Virgilio, ha visto la partecipazione di nomi come Enzo Gragnaniello, Maurizio Capone e Tony Esposito, insieme a centinaia di musicisti, danzatori e gruppi popolari provenienti da tutta la Campania e dal Sud Italia.

Omaggio a Roberto De Simone, maestro della cultura popolare

Fulcro artistico della kermesse è stato il tributo al maestro Roberto De Simone, scomparso lo scorso anno. Il direttore artistico Carlo Faiello, suo allievo, gli ha dedicato l’edizione 2026, ricordandone il ruolo decisivo nella riscoperta e nella valorizzazione dei canti e delle tradizioni popolari campane.

Compositore, regista e musicologo, De Simone ha lasciato opere fondamentali come “La Gatta Cenerentola” e ha formato generazioni di artisti: da Eugenio Bennato a Peppe Barra, da Lina Sastri allo stesso Faiello. Proprio Lina Sastri è stata la protagonista della manifestazione: più di cinquant’anni fa debuttò a Piazza Mercato nell’opera “Masaniello”, con un canto scritto per lei da De Simone. Un ritorno carico di significato.

Il dialogo generazionale: nuove voci e gruppi storici

Sul palco si sono alternate le nuove leve della canzone folk e popolare – Irene Scarpato, Simona Boo, Lavinia Mancusi, Denise Di Maria, Margherita Abita – affiancate dalla band Ars Nova Napoli, in un dialogo tra tradizione e contemporaneità che ha attraversato tammurriate, canti rituali e repertori antichi del Sud.

Accanto a loro, le storiche paranze: Paranza di Giugliano, Paranza ’O Lione, Paranza di Terzigno, Paranza dei Monti Lattari

E le tarantelle di Montemarano, Cilento, Gargano e Carpino, a testimoniare la ricchezza dei linguaggi popolari del Mezzogiorno.

“Un laboratorio vivo”: la missione della Festa della Tammorra

Gli organizzatori sottolineano come la XXIV edizione abbia confermato la vocazione della Festa:

«Essere non solo custode di un patrimonio antico, ma laboratorio vivo in cui nuove espressioni artistiche incontrano quelle storiche nel segno della continuità».

Un messaggio che sintetizza lo spirito della manifestazione: tradizione come radice, non come museo.


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