Il Papa saluta i partecipanti al Concerto di Natale di venerdì 12 dicembre, in Aula Paolo VI. Loda il talento dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e ricorda il dramma di chi invece non ha accesso all’alfabetizzazione e allo studio.
Durante l’evento in Aula Paolo VI, Papa Leone conferisce al maestro Riccardo Muti il Premio Ratzinger 2025, quale “segno di apprezzamento per una vita interamente consacrata alla musica, luogo di disciplina e di rivelazione”. Se Sant’Agostino collegava la musica “all’arte di guidare il cuore verso Dio”, analogamente, anche Benedetto XVI, evidenzia Leone XIV, “nella musica cercava la voce di Dio nell’universo” e amava ricordare che “la vera bellezza ferisce, apre il cuore, lo dilata”. Inserendosi così nel solco del pensiero occidentale da Platone a Papa Ratzinger, Leone XIV ribadisce dunque la stretta parentela tra “Bene” e “Bello”, connubio che il direttore d’orchestra di questa sera ha saputo declinare con generosità, lungo la sua carriera.
Maestro Muti, il suo modo di interpretare la direzione, arte dell’ascolto e della responsabilità, trova riscontro anche nella Sua naturale inclinazione alla formazione. Lo dimostrano il Suo legame con i conservatori italiani e la pratica delle “prove aperte”, offerte come forma di condivisione, dove ogni gesto è un atto di fiducia, un invito più che un comando.
Da qui, il ringraziamento del Pontefice alla Orchestra giovanile Luigi Cherubini, “il cui coinvolgimento ha permesso di dare voce al talento e alla creatività giovanile”, e al Coro Guido Chigi Saracini della Cattedrale di Siena”. Infine a tutti i partecipanti, “nell’imminenza del Santo Natale”, l’invito a “perseverare nella preghiera perché Dio ci faccia dono della pace”.
Padre Federico Lombardi, presidente del Premio Ratzinger, ha motivato in questo modo l’assegnazione al Maestro Muti dell’edizione 2025 dell’onoreficenza intitolata a Benedetto XIV: “La profondità della sua interpretazione della musica sacra e religiosamente ispirata continuano a nutrire e ad elevare il rapporto fra l’arte della musica, la Chiesa, la fede. La reciproca stima e sintonia fra il Maestro Muti e il Papa Benedetto XVI, espressa anche nei loro incontri personali, rende del tutto appropriato, e in certo senso doveroso, attribuire al Maestro il riconoscimento che porta il nome del Papa teologo e musicista”.
Il Maestro Riccardo Muti, davanti a Papa Leone XIV, ha ringraziato per aver ricevuto il Premio Ratzinger: “Dal primo momento, da quando lei ha cominciato ad esternare i suoi propositi – ha detto al Pontefice – io l’ho amata. Sono stato inoltre per anni direttore dell’Orchestra di Chicago che è la sua città natale. Il mio rapporto con Benedetto XVI è stato un rapporto di un cattolico fervente con un grande teologo. L’ultimo incontro è stato quando padre Georg Gänswein mi chiamò e mi disse che il Papa voleva salutarmi. Io cerco di fare nella musica quello che Dante chiama ‘rapimento e non comprensione’. Mozart, secondo me, è una delle espressioni dell’esistenza di Dio. Parlammo di tutte queste regie che certe volte infangano questo tessuto straordinario del velo di Mozart. Alla fine di quel nostro incontro, quando lasciai la sua stanza, Benedetto XVI, con i suoi occhi celesti mi disse: ‘Lasciamolo riposare in pace questo povero Mozart’”.
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