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Medicina estetica rigenerativa: il futuro è già sotto pelle

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Che cos’è la medicina rigenerativa? A questa domanda il dottor Carmine Mele, chirurgo plastico con oltre 15 anni di esperienza, non ha dubbi: «È la branca della medicina che punta a riparare o sostituire i tessuti danneggiati, non più solo a curare i sintomi, ma a stimolare i meccanismi naturali del corpo per tornare alla funzionalità e alla bellezza originarie».

Un concetto chiave che trova nella medicina estetica rigenerativa una delle sue declinazioni più promettenti: trattamenti personalizzati, mini-invasivi, che non alterano ma migliorano texture, tono ed elasticità della pelle, sfruttando cellule, fattori di crescita e bio-stimolazione.

Tra le tecniche più diffuse c’è il PRP, detto anche “vampire lift”, ottenuto con un semplice prelievo di sangue: «Le piastrine rilasciano fattori di crescita che stimolano il collagene e i vasi sanguigni, migliorando compattezza e luminosità della pelle» – spiega Mele. Una soluzione adatta anche d’estate, a differenza del laser CO2 frazionato, potente ma stagionale, che lavora sulla fototermolisi selettiva per stimolare i tessuti in profondità e in superficie.

Per chi desidera risultati più duraturi ma sempre naturali, entrano in gioco i cosiddetti soft filler rigenerativi, come l’idrossiapatite di calcio o l’acido polilattico. «Non creano volume, ma stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene. L’effetto è come ricostruire l’impalcatura della pelle, senza alterarne i lineamenti». I risultati possono durare fino a 18 mesi, con un ciclo di 2-3 sedute.

La vera rivoluzione, però, potrebbe arrivare dal collagene iniettivo: «È già presente sul mercato; personalmente lo impiego da oltre un anno. Non si inietta qualcosa che deve trasformarsi in collagene: si dà direttamente al corpo ciò di cui ha bisogno – spiega Mele. Anche qui i tempi non sono immediati: servono più sedute, ma i benefici sono progressivi e stabili».

Accanto a queste tecniche, il lipofilling – il trapianto di grasso autologo – resta l’unico metodo mini-chirurgico di grande efficacia: «Oltre a dare volume, stimola i tessuti grazie alle cellule staminali contenute nel grasso. Ma bisogna calcolare bene i volumi, perché una parte di esso, circa il 50%, si riassorbe inevitabilmente».

Il tema della stagionalità è centrale: laser e radiofrequenza profonda sono da evitare nei mesi caldi, per non rischiare iperpigmentazioni, mentre PRP e filler rigenerativi si possono eseguire tutto l’anno.

I costi sono variabili, con pacchetti personalizzati in base all’età e alla condizione cutanea. «Il vantaggio della medicina estetica rigenerativa sta nel passaggio dal ritocco estetico alla prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo – conclude Mele. E quando il paziente capisce questo, cambia completamente il suo approccio alla bellezza».

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