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Sanità accreditata, AISIC: Pagamenti in ritardo, Regione intervenga subito

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AISIC – Associazione Imprese Sanitarie in Campania esprime forte preoccupazione per il ritardato pagamento delle spettanze dovute alle imprese sanitarie private accreditate
che, ogni giorno, continuano a garantire prestazioni essenziali per conto del Servizio Sanitario Regionale.

«Non è più tollerabile che imprese che assicurano cure, assistenza, occupazione e continuità dei servizi debbano sostenere per mesi il peso finanziario di prestazioni già rese e regolarmente documentate», dichiara Antonio Gambardella, Presidente AISIC.

«Il privato accreditato è parte integrante della rete assistenziale regionale e non può essere trasformato nella banca del sistema sanitario campano».

Regione non può scaricare responsabilità sulle Asl

AISIC ritiene che la responsabilità della situazione non possa essere scaricata sulle singole ASL. Quando le criticità nei pagamenti interessano più territori e più aziende sanitarie, il problema assume evidentemente una dimensione regionale.

È quindi alla Regione Campania che l’Associazione chiede di garantire con urgenza la disponibilità, la continuità e la corretta programmazione dei flussi finanziari necessari a consentire alle ASL di onorare tempestivamente gli impegni verso le strutture accreditate.

«Non vogliamo alimentare un conflitto con le ASL, che spesso sono l’ultimo anello di una catena finanziaria e amministrativa definita a monte», prosegue Gambardella.

«Chiediamo invece alla Regione Campania di assumersi fino in fondo la responsabilità di governo del sistema e di ripristinare immediatamente la regolarità dei pagamenti».

Clima di incertezza

La preoccupazione dell’Associazione è resa ancora più grave dal clima di incertezza che attraversa il settore, come emerge anche dal dibattito pubblico di questi giorni sulla sanità privata accreditata in Campania: assenza di certezze, ritardi nella programmazione e difficoltà nei flussi economici rischiano di produrre conseguenze concrete sulla capacità delle imprese di garantire personale, forniture, tecnologie e continuità assistenziale.

Temiamo ritorno al passato

«Temiamo seriamente un ritorno al passato», afferma Gambardella. «Pensavamo che la stagione dei ritardi sistematici e dell’incertezza nei pagamenti fosse stata definitivamente superata. Non possiamo accettare che si ricrei un meccanismo che obblighi le strutture ad anticipare indefinitamente risorse proprie per finanziare prestazioni erogate nell’interesse del servizio pubblico».

AISIC chiede pertanto un intervento immediato della Presidenza e della Giunta regionale per sbloccare le somme dovute e, soprattutto, per introdurre una modalità stabile che impedisca il ripetersi di simili situazioni.

Non escluso ricorso a messe in mora e decreti ingiuntivi

«Se non arriveranno risposte rapide e pagamenti regolari, non escludiamo che le imprese
associate siano costrette a tutelare i propri crediti attraverso tutti gli strumenti previsti dalla legge e dai contratti, compresa l’emissione delle fatture per gli interessi di mora maturati e il ricorso a decreti ingiuntivi», sottolinea il Presidente AISIC. «Non è la strada che auspichiamo, ma non si può chiedere alle imprese di rinunciare indefinitamente alla tutela di crediti certi per prestazioni già rese».

Sulla stessa linea Gaetano Gambino, co-presidente AISIC, che richiama la necessità di una programmazione economica chiara e di un confronto costante con le rappresentanze del comparto: «Il sistema ha bisogno di certezze. Programmazione sanitaria e puntualità dei pagamenti sono due aspetti inseparabili: senza l’una e senza l’altra si mette a rischio la sostenibilità delle imprese e, di conseguenza, la continuità delle cure per i cittadini. Alla Regione chiediamo un segnale concreto e immediato».

Necessario confronto istituzionale urgente

AISIC ribadisce infine la propria disponibilità a un confronto istituzionale urgente, nell’interesse non soltanto delle imprese accreditate ma dell’intero Servizio Sanitario Regionale e dei cittadini campani che ogni giorno si rivolgono a queste strutture per ricevere prestazioni comprese nei livelli di assistenza.

«Le imprese hanno fatto e continueranno a fare la propria parte», conclude Gambardella.

«Ora è indispensabile che la Regione faccia la sua: pagare con puntualità prestazioni già erogate non è una concessione, ma un dovere e una condizione essenziale per garantire la tenuta del sistema sanitario».

Ad oggi, nessuna ASL ha pagato la mensilità di giugno, già contrattualmente scaduta. Il passato è tornato.

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