Sul fronte degli esami diagnostici, quattro Regioni – Campania, Veneto, Basilicata e Marche – garantiscono il rispetto dei tempi massimi di attesa in oltre il 90% dei casi, distanziando di circa 30 punti percentuali le ultime della classe: Umbria, Puglia e Abruzzo.
Dopo anni di stime parziali e monitoraggi incompleti, arrivano finalmente i primi dati reali sulle liste d’attesa in Italia. L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha pubblicato oggi il primo bollettino ufficiale, elaborato sulla base delle informazioni raccolte dalla Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste di attesa, attiva da dicembre 2025.
Campania settima a livello nazionale
Nel primo semestre del 2026, la Campania registra un 84,5% di prestazioni erogate entro i tempi massimi di garanzia, collocandosi al settimo posto nella graduatoria complessiva. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, la Calabria si attesta all’84,7%, in calo rispetto all’88% registrato nello stesso periodo del 2025, posizionandosi all’undicesimo posto.
Priorità e prescrizioni: forti differenze tra le Regioni
Agenas evidenzia una marcata variabilità nell’attribuzione delle classi di priorità al momento della prescrizione. Questa eterogeneità incide direttamente sulle percentuali di rispetto dei tempi di garanzia, influenzate dalla diversa distribuzione dei volumi di prenotazione.
Particolarmente elevata la quota di prescrizioni in classe P (programmabile entro 120 giorni) in alcune Regioni: Basilicata: 87,7%, Molise: 75,1%, Calabria: 69,7%, Campania: 84,4%
Secondo Agenas, le Regioni stanno avviando iniziative per riequilibrare l’attribuzione delle priorità, così da rendere più omogeneo il sistema di prenotazione e migliorare la comparabilità dei dati.
Un quadro finalmente misurabile
Il bollettino segna un passaggio decisivo: per la prima volta è possibile analizzare in modo uniforme e trasparente le performance regionali sulle liste d’attesa, uno dei temi più critici per il Servizio sanitario nazionale. La disponibilità di dati reali, raccolti e verificati attraverso una piattaforma unica, apre la strada a interventi mirati e a un monitoraggio continuo dell’efficacia delle politiche regionali.




















































