“Un territorio complesso e densamente popolato, come quello flegreo, che non può essere privato di un servizio essenziale”.
Raffaele Nota, responsabile Sanità Pubblica Uil Fpl Napoli e Campania, interviene sulla questione del possibile trasferimento di Pediatria dall’ospedale San Paolo al Presidio Ospedaliero Santa Maria del Loreto Nuovo e chiede “un intervento politico chiaro e tempestivo a tutela dei cittadini”.
“In merito alle indiscrezioni relative a un possibile trasferimento dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria dal Presidio Ospedaliero San Paolo al Presidio Ospedaliero Santa Maria del Loreto Nuovo – sottolinea Raffaele Nota – esprimiamo una profonda preoccupazione per una prospettiva che, allo stato, appare priva di una reale logica sanitaria e fortemente penalizzante per il territorio flegreo”. Il dirigente sindacale entra nel merito e spiega: “L’eventuale collocazione della Pediatria presso un presidio che, allo stato attuale, presenta gravi criticità organizzative e strutturali determinerebbe un incremento dei trasferimenti dei piccoli pazienti verso altri ospedali per consulenze e prestazioni specialistiche, con un evidente aggravio dei tempi di risposta e un peggioramento complessivo della qualità dell’assistenza”.
Secondo il responsabile Sanità Pubblica Uil Fpl Napoli e Campania, “il Presidio Ospedaliero San Paolo, anche se interessato da lavori di ristrutturazione e cantieri ancora aperti, ha affrontato tale fase attraverso una rimodulazione temporanea dei posti letto e delle attività, senza mai procedere al trasferimento delle proprie unità operative storiche. Una gestione che ha consentito di mantenere la continuità assistenziale e il radicamento delle specialistiche sul territorio”.
Il sindacalista precisa, inoltre, che “l’ipotesi di spostare la Pediatria appare difficilmente giustificabile sul piano tecnico-organizzativo e certamente non è orientata al rafforzamento dell’offerta sanitaria sul territorio e, in particolare, nell’area flegrea”. E ancora: “Il depauperamento all’ospedale San Paolo di una unità operativa storica come la Pediatria avrebbe, inoltre, un effetto sistemico: significherebbe gravare sull’ospedale Santobono, già impegnato nell’assistenza pediatrica dell’intera area metropolitana, con particolare riferimento proprio ai quartieri occidentali della città di Napoli”.
“Condividiamo le preoccupazioni espresse dal nostro dirigente sindacale Raffaele Nota: lo smantellamento di un presidio fondamentale come la Pediatria del San Paolo rappresenterebbe un grave arretramento per l’intera area flegrea”, affermano i commissari della UIL FPL Napoli e Campania Ciro Chietti e Pietro Bardoscia, che proseguono: “La sanità pubblica deve essere governata in maniera lungimirante, occorre una visione complessiva, capace di tutelare i presidi esistenti, valorizzarne la storia e rafforzarne il ruolo all’interno della rete ospedaliera. Su questo tema chiediamo assunzioni di responsabilità chiare e atti conseguenti, nell’interesse esclusivo dei cittadini e della tenuta del sistema sanitario territoriale”.
“La sanità pubblica va rafforzata, non ridimensionata: togliere servizi a un territorio, anche solo per ricollocarli altrove, è una scelta che non risponde né a criteri di equità né a logiche di efficienza – concludono Chietti e Bardoscia – Ci aspettiamo che le istituzioni locali e regionali aprano un confronto vero con le organizzazioni sindacali, ascoltino le esigenze dei cittadini e dei lavoratori, e si impegnino a tutelare il patrimonio di competenze e servizi che l’ospedale San Paolo rappresenta da decenni”.



















































