Nel mondo si sprecano circa 1 miliardo di tonnellate di cibo all’anno, cioè 132 kg a persona. I rifiuti alimentari rappresentano il 19% del cibo a disposizione dei consumatori, in aggiunta al 13% di cui è responsabile la catena di distribuzione, prima di arrivare alla vendita al dettaglio.
Questi dati sono stati analizzati nel corso del dibattito ‘FoodXImpact’, tappa italiana del progetto europeo FOOD CHASE che mira a raggiungere una sostenibilità alimentare, riducendo gli sprechi in tutte le fasi della filiera alimentare. Il progetto, nato nel 2024 con il coordinamento di Cosvitec, coinvolge Italia, Portogallo, Svizzera, Grecia, Cipro, Romania e Turchia ed è inserito nel programma Erasmus+ Alliance for Innovation.
L’incontro è stato promosso dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope (Dipartimento DISAQ) con Cosvitec – coordinatore del progetto, per creare un punto di incontro tra imprese, università, istituzioni e mondo della ricerca con l’obiettivo di mettere in sinergia esperienze e competenze: “E’ di fondamentale importanza fare rete tra imprese ed università, attivando percorsi innovativi – ha sottolineato il CEO di Cosvitec Sergio Bolletti Censi – L’Italia è famosa per il food, quindi è un orgoglio per noi essere al centro di questo progetto europeo”. “La nostra proposta – ha poi specificato Davide D’Angelo, coordinatore del progetto Food Chase – è stata una delle venti selezionate tra le oltre 500 pervenute. Ha durata triennale e prevede attività teoriche e pratiche, corsi di formazione gratuiti e l’attivazione di business incubator nei paesi coinvolti, tutti con una forte connotazione di sostenibilità ambientale”.
I sistemi alimentari nella società contemporanea utilizzano fino al 30% dei consumi di energia ed al 70% dei prelievi di acqua dolce del mondo e sono responsabili di circa il 20-30% delle emissioni di gas serra. Il motivo è che la produzione alimentare, il trasporto, l’imballaggio e la vendita al dettaglio richiedono energia e risorse.
Il Rettore dell’Ateneo Antonio Garofalo, nel suo intervento ha sottolineato che “nel 2024 si è avuto un aumento dello spreco alimentare di circa il 45%, con una perdita per famiglia di circa 290 euro l’anno. Questo chiama ad una forte alleanza tra imprese ed università e Cosvitec con questa iniziativa ha dato una forte spinta in tale direzione”.
Una situazione allarmante, ma come correrei ai ripari? “Si possono introdurre numerose iniziative – ha sottolineato il prof. Marco Ferretti, responsabile scientifico di Food Chase – una proposta sulla quale stiamo lavorando con i nostri studenti è quella di trasformare i prodotti alimentari vicini alla scadenza in asset attraverso cui le imprese possano ottenere crediti fiscali, se vengono dati in dono ad associazioni che sostengono persone poco abbienti. Anche se la filiera logistica spreca di meno delle famiglie, comunque è responsabile del 15% dell’intera produzione”.
Nel corso della giornata è stata allestita anche un’area espositiva con aziende, start up, università e gruppi di ricerca che hanno presentato soluzioni, tecnologie e buone pratiche per filiere più sostenibili. Un confronto a più voci tra partner internazionali poiché l’Europa chiede un cambiamento armonizzato e trasformativo del sistema alimentare, al fine di conseguire gli obiettivi climatici e ambientali del Green Deal europeo.
Enti partner del progetto: ReadLab – Grecia (Atene), Omnia – Cipro, Supsi – Svizzera, KYPRIAKI ETAIREIA PISTOPOIISIS LIMITED (CCC) Cipro, Denizli Chamber of Commerce – Turchia, Pau -Turchia, Bic – Romania, IED- Grecia (Larisa), Cosvitec – Italia, Disaq | Parthenope University -Italia, Marea – Italia, IPVC – Portogallo.
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