Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha convocato un tavolo sul tema degli affitti brevi per mercoledì 16 settembre alle ore 9.30 presso il Ministero del Turismo, invitando le principali associazioni di categoria interessate.
Un appuntamento che arriva in una fase di forte trasformazione per il settore, mentre a livello europeo e nazionale si moltiplicano le iniziative per affrontare l’emergenza abitativa e il caro‑affitti nelle grandi città.
Il quadro europeo: l’Affordable Housing Act e le “zone a stress abitativo”
La Commissione europea ha presentato la bozza dell’Affordable Housing Act, un nuovo quadro normativo che punta a intervenire nelle aree dove la disponibilità di abitazioni a lungo termine è particolarmente sotto pressione.
Tra le misure allo studio: possibilità per i Comuni di individuare zone a “stress abitativo”, limiti al numero di notti in cui gli immobili possono essere destinati alle locazioni turistiche, obblighi di trasparenza dei dati: le piattaforme dovranno condividere con le autorità locali informazioni su prenotazioni e flussi, facilitando i controlli.
Un impianto che, se approvato, potrebbe incidere in modo significativo anche sul mercato italiano.
Le regole italiane: CIN e cedolare secca differenziata
In Italia il settore degli affitti brevi è già regolato da una serie di obblighi: il Codice Identificativo Nazionale (CIN), pensato per garantire tracciabilità e contrasto all’abusivismo; una disciplina fiscale differenziata della cedolare secca, che varia in base al numero di immobili destinati alle locazioni turistiche.
La combinazione tra le nuove indicazioni europee e la normativa nazionale alimenta il confronto tra istituzioni e operatori, che chiedono regole chiare e uniformi.
Le preoccupazioni del settore: redditività, indotto e frammentazione normativa
Le associazioni di categoria segnalano diversi rischi: riduzione del reddito per i piccoli proprietari, impatto sull’indotto turistico (ristorazione, commercio, servizi), possibile frammentazione delle regole a livello locale, con Comuni che potrebbero adottare criteri diversi per le zone a stress abitativo.
Le preoccupazioni sono particolarmente forti nelle aree a alta vocazione turistica, dove gli affitti brevi rappresentano una quota rilevante dell’offerta ricettiva.
Un tavolo per allineare turismo e politiche abitative
Il tavolo convocato da Mazzi punta a mettere a confronto: le esigenze del comparto turistico, gli obiettivi delle politiche abitative, le indicazioni che arrivano da Bruxelles.
Un passaggio considerato cruciale, in un momento in cui le regole sugli affitti brevi sono destinate a evolversi sia sul piano nazionale sia su quello europeo.
Spaziani Testa (Confedilizia): regolamento Ue inaccettabile
Sull’argomento c’è stata una dura presa di posizione del Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.
“La conferenza stampa di presentazione del regolamento Ue sulla casa conferma che si tratta di un provvedimento inaccettabile.
Inutile giocare con le parole, come fanno il commissario Jorgensen e la vicepresidente Ribera, evidenziando che il provvedimento non prevede obblighi.
Non prendiamoci in giro e guardiamo alla sostanza. La proposta di regolamento pretende di attribuire a non meglio precisate autorità competenti nei vari Paesi il potere di vietare la compravendita di immobili e di utilizzarli per locazioni di breve durata. Non sta né in cielo né in terra, sia per ragioni di rispetto del principio di sussidiarietà, sia per la smaccata violazione della libertà contrattuale e del diritto di proprietà.
Rinnoviamo il nostro appello alle forze politiche responsabili: si adoperino per scongiurare l’approvazione di questo provvedimento liberticida.
D’altronde, lo spirito che anima i proponenti lo ha rivelato il commissario Jorgensen quando ha detto che il regolamento garantirebbe la possibilità di impedire di tenere a disposizione una propria casa”.
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