Anticipazioni Rapporto Sud in edicola venerdì 10 con Il Sole 24 Ore. La fornitura ritorna al Sud: mete preferite Puglia e Campania. Lorito, Rettore Federico II: «Università e ampie cordate pronte per il Recovery Plan»

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Il Centro studi di Confindustria rileva con un sondaggio che, dopo la pandemia, numerose imprese che avevano delocalizzato oggi riportano parte delle produzioni in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno per meglio gestire tutte le attività.

Al reshoring, che si verifica più nel Mezzogiorno che nel Centro Nord, è dedicata l’apertura del prossimo numero del Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola con il quotidiano venerdì 10 dicembre in Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Il confronto tra le tre ripartizioni (Italia, Mezzogiorno e Campania-Puglia), si legge sul Rapporto Sud, mostra un potenziale di crescita del reshoring (nella sua accezione più ampia) soprattutto in Campania e in Puglia. In particolare, il backshoring di fornitura attuato negli ultimi cinque anni – secondo il Centro studi Confindustria – ha visto coinvolte una percentuale superiore di imprese nel Mezzogiorno (32%), Campania-Puglia (28%) rispetto alla media nazionale (22%). Sull’inserto del Sole 24 Ore di venerdì 10 dicembre dedicato alle regioni del Sud la mappa del reshoring, regione per regione.

 

Innovazione. Meccatronica Valley opziona lo sviluppo di Termini Imerese. Imprenditori, esperti e i rappresentanti di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del ministero dell’Economia che è proprietaria dell’immobile si incontreranno nella sede operativa di Meccatronica Valley il prossimo 16 dicembre per la costituzione di un polo nell’area industriale di Termini Imerese. Alle 31 aziende fondatrici – tra cui 12 startup – in cinque mesi si sono aggiunte altre 19 società e al momento questa Rete conta su 50 imprese. In campo – spiegano gli imprenditori al Rapporto Sud di venerdì 10 dicembre – investimenti per 95 milioni con la previsione di 250 nuovi posti di lavoro.

 

Blue economy. La pesca siciliana punta sul contratto di filiera: firmato un primo accordo. Imprese, enti locali, associazioni imprenditoriali insieme per arrivare alla sottoscrizione in Sicilia del primo contratto di filiera del settore pesca, racconta il Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola venerdì 10 dicembre. Avviato il progetto per la costituzione di una Rete di imprese nel settore ittico finalizzata alla firma di un Contratto di filiera e dunque alla partecipazione, l’anno prossimo, ai bandi a valere sul Pnrr che destinano risorse alla modernizzazione del comparto. Nei giorni scorsi è stato firmato a Bagheria (Palermo) il primo accordo.

Sullo stesso numero anche l’intervista a Matteo Lorito, Rettore della Federico II di Napoli, che al Rapporto Sud parla di una mobilitazione di atenei, imprese e centri di ricerca per progettare gli interventi da realizzare con i fondi del Pnrr: “Uno dei progetti più cari al Sud è quello di Agritech per il quale la Campania si candida a sede dell’hub. Il polo delle scienze sanitarie e della medicina del territorio sarà inaugurato in primavera a Scampia. Presto assunti a Napoli 400 giovani già selezionati tra ricercatori junior e dottorandi”.

«Bond Food» Unicredit allo sviluppo sostenibile di 11 imprese del Sud. In due mesi emessi minibond per 33,3 milioni, mentre altre tre emissioni saranno completate entro la fine dell’anno. Sono 11 le imprese agroalimentari del Sud che hanno finanziato i loro piani di sviluppo con il “Bond Food Mezzogiorno”, lanciato da UniCredit e SACE per supportare gli investimenti di medio e lungo termine in sostenibilità ed internazionalizzazione nell’agrifood, racconta il Rapporto Sud di venerdì 10 dicembre. Il minibond di maggior valore è quello emesso da Pastificio Di Martino: 12 milioni. L’azienda che nasce nel polo della pasta che ha sede a Gragnano tutelata con Igp, ha programmi di ridurre del 12% i consumi energetici entro dicembre 2023. Inoltre saranno incrementate le produzioni con grano biologico, saranno realizzate ristrutturazioni e una campagna di promozione. Di 6 milioni il minibond di Fattorie Garofalo, che produce mozzarella di bufala Dop.

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