Le imprese campane che vogliono competere oggi devono combinare solidità gestionale e capacità di accedere a capitali e operazioni strategiche. È quanto emerge dalle prime rilevazioni dell’”Osservatorio Sostenibilità e Innovazione per le PMI del Sud Italia”, di Methrica con Banca Generali, che ha analizzato il perimetro delle aziende più aperte alle tematiche di Sostenibilità, così da tracciarne gli elementi distintivi nelle sfide per la crescita.
Un panel di esperti, composto da Leandro Francesco Bovo – Head of Wealth&International Advisory – Banca Generali, Raffaele Ciccarelli – Head of Financial Sponsors – Intermonte Sim, Pierluigi Franzò – Fiduciaria Banca Generali, Salvatore D’Aniello – Wealth Management- Corporate Advisor – Banca Generali, Roberto Corradini – International Manager – Banca Generali, Enzo Ruini – Sales Manager Strategico Sustainability – Banca Generali e Pierluigi Rippa – Presidente Spin-off Methrica, ha introdotto nel corso di un workshop dedicato, a Napoli, i modelli di governance, le operazioni di M&A e gli strumenti di fundraising per la continuità aziendale oltre allo sviluppo di strategie di crescita dimensionale delle Pmi.
Le evidenze preliminari dell’Osservatorio raccolte su un primo campione di Pmi campane mostrano come il tema della continuità aziendale nelle imprese con assetti proprietari familiari sia strettamente connesso alla tutela del patrimonio e al rafforzamento dei modelli organizzativi. La governance resta spesso accentrata: nel 61,9% dei casi è presente un amministratore unico, con implicazioni rilevanti per le decisioni aziendali in contesti caratterizzati da relazioni di parentela. Sul fronte Esg, molte imprese hanno già avviato un percorso di formalizzazione dei presìdi: il 66,7% adotta codici etici o procedure interne, mentre risulta ancora limitata la presenza di comitati di supervisione sui temi della sostenibilità (assenti nel 71,4% dei casi). In parallelo, la gestione dell’innovazione è prevalentemente operativa: nel 47,6% dei casi si traduce in un miglioramento incrementale dei processi industriali, mentre solo il 19,1% delle imprese dichiara innovazione progettuale con obiettivi ESG espliciti.
L’integrazione di tali presìdi nonché la valorizzazione ESG della proprietà intellettuale delle imprese rivela, pertanto, un modello di gestione più avanzato agli occhi degli stakeholder (in particolare investitori e partner industriali), favorendo opportunità di crescita dimensionale (come diversificazione del business e internazionalizzazione) anche attraverso operazioni di M&A.
Ospiti del workshop per i saluti introduttivi, Matteo De Lise – Ordine Dott. Commercialisti e degli esperti contabili (Napoli), Andrea Prota – Ordine degli Ingegneri (Napoli), Sergio Sgaglione, area manager Campania di Banca Generali Private e Giovanni Landi – CEO Spin-off Methrica, che commenta: “Al centro dell’attività dell’Osservatorio sulle PMI del Sud Italia risiede l’obiettivo di monitorare e raccontare l’evoluzione delle piccole e medie imprese meridionali, con uno sguardo attento alla sostenibilità, all’innovazione e a ciò che – secondo noi – il mercato spesso non vede: il capitale umano e intellettuale. Infatti, riporremo l’attenzione su ciò che può essere definito il ‘capitale invisibile’ delle imprese: si tratta di quel patrimonio immateriale fatto di competenze distintive, relazioni locali, vocazioni internazionali, know-how tecnico, leadership silenziosa e modelli di governance innovativi. È questo il capitale umano e intellettuale che spesso tiene in piedi le imprese del Sud, anche in contesti difficili, e che rappresenta la vera leva per un cambiamento autentico e sostenibile”.
Le attività scientifiche dell’Osservatorio, supportato anche da Banca Generali Private nella figura di Sgaglione, prevedono un approfondimento sul capitale intellettuale delle Pmi del Mezzogiorno, con l’obiettivo di individuare gli intangible asset che possono contribuire all’evoluzione competitiva del modello di business.
La ricerca consente di valutare in che misura gli asset intangibili di una Pmi – tra cui brevetti, marchi, competenze distintive, know-how, segreti industriali, welfare aziendale e capacità relazionali –, riconducibili alla sfera della sostenibilità come metrica d’attenzione degli investitori, possano garantire un valore economico solido e un’elevata capacità di crescita.





















































