di Pietro Pizzolla
Quello della nautica da diporto è un settore industriale che ha da sempre caratterizzato l’imprenditoria napoletana, dalla zona flegrea-domizia fino a quella vesuviana-stabiese, con realtà importanti lungo tutto il golfo partenopeo.
Tra queste un nome di sicuro rilievo è quello di Cantiere Mimì, un’azienda che quest’anno taglia il traguardo dei 50 aii e che è leader nella progettazione e realizzazione di gozzi dai 5 ai 13,5 metri, caratterizzati da uno stile tradizionale unito alle più moderne tecniche di realizzazione.
La storia del cantiere ha inizio a Napoli nel 1975 quando Salvatore Senese, fondatore dell’azienda e ancora oggi presente in azienda, realizza le prime due imbarcazioni: un gozzo e una lancia in vetroresina di 4,6 metri. Negli anni successivi l’interesse per la produzione del Cantiere cresce, anche grazie all’organizzazione di una capillare rete di dealer e alla sempre più stretta collaborazione con un team di ingegneri e progettisti.
La tradizione del Cantiere viene tramandata alle nuove generazioni: Domenico Senese, il figlio del fondatore, inizia a occupare un ruolo sempre più importante dedicandosi al perfezionamento dei prodotti esistenti, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione. Grazie a queste caratteristiche, sotto la guida di Domenico, il marchio acquista sempre maggiore credibilità e si espande in tutta Europa e in diversi Paesi dell’Asia.
Oggi, a Napoli, Cantiere Mimì realizza imbarcazioni dai 5 ai 13,5 metri, esclusivamente in legno teak massello sottoposto a stagionatura e curvato a mano, con passaggi basati su una scrupolosa attenzione a ogni singolo dettaglio e continue verifiche che ne garantiscano le prestazioni e la sicurezza in navigazione.
La cura verso le imbarcazioni permette al Cantiere Mimì di mantenere sempre un altissimo livello di qualità, tanto che continua a essere una realtà molto apprezzata e nota ai diportisti.
Cantiere Mimì è dunque arrivata alla terza generazione, con la presenza di Simone e Rosaria Senese.
Gazzetta di Napoli ha incontrato proprio Rosaria Senese, che sta affermandosi con successo in un settore tradizionalmente maschile come quello della nautica:
D. Mimì vuol dire Mergellina, è lì che tutto è iniziato. E’ ancora forte anche dopo tanti anni il legame con il territorio?
R. Assolutamente sì, siamo molto legati alla nostra regione e siamo orgogliosi di realizzare dei prodotti che sono anche un omaggio alla storia e alla tradizione di questa zona. Siamo in più fieri di appoggiarci a molti fornitori locali e di offrire lavoro a tante famiglie della zona.
Anche se partecipiamo a diversi saloni internazionali, inoltre, ci fa sempre piacere presenziare alle fiere locali perché siamo molto legati ai clienti di questo territorio e si creano sempre delle belle occasioni per incontrarli e confrontarci con loro.
D. La storia di Cantiere Mimì è cinquantennale, cosa è cambiato nel mondo della nautica da diporto e cosa ha mantenuto Cantiere Mimì delle sue origini?
R. La nautica da diporto è cambiata completamente in questi 50 anni, perché si sono affacciati sul mercato mondiale cantieri di diverse parti del mondo e, soprattutto, nuove tipologie di armatori, sia a livello di provenienza geografica che di richieste e di modalità di vivere il mare e la vita a bordo.
Cantiere Mimì ha mantenuto un medesimo approccio artigianale al lavoro, pur appoggiandosi alle più moderne tecnologie, ha conservato la medesima etica del lavoro e il rispetto per tutto il team che ogni giorno porta avanti i nostri prodotti. In più, il cantiere è rimasto nelle mani della stessa famiglia che l’ha fondato, e questo è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione.
D. Il gozzo (memorabile il modello Vulcano che troneggiava nello stand Mimì in uno dei primissimi NauticSud) rimane tuttora una soluzione gradita a chi ama il mare, lontana dagli scafi moderni che sembrano delle Formula 1. Com’è il gozzo del nuovo millennio?
R. Il gozzo del nuovo millennio è una barca moderna che non piace più soltanto agli armatori di una certa età ma anche a clienti giovani e giovanili, sia famiglie che single, alla ricerca di una navigazione confortevole su un mezzo di un certo fascino.
D. Le imbarcazioni di Cantiere Mimì stanno riscuotendo enorme successo anche sui mercati internazionali, cosa piace al cliente estero, in cosa si differenzia da quello italiano?
Al cliente estero piace sicuramente il fascino del Made in Italy, il design curato ed elegante, l’attenzione al dettaglio e la qualità artigianale che da sempre contraddistinguono il nostro cantiere. Ma ciò che colpisce di più è la nostra capacità d’innovare la tradizione, reinterpretando le linee classiche del gozzo in chiave moderna, sia a livello estetico che funzionale. Il successo all’estero è anche merito del nostro lavoro sull’efficienza tecnologica e sulla sostenibilità.
D. Nonostante le dinamiche economiche globali, Cantiere Mimì rimane un’azienda saldamente legata al nome della famiglia Senese, come si conciliano queste due tendenze apparentemente contraddittorie?
Non credo siano contradditorie, ma piuttosto tipiche di una certa cultura industriale italiana, tanto che ci sono anche importanti gruppi imprenditoriali che sono diventati famosi a livello mondiale pur restando nelle mani della medesima famiglia. Trovo che sia un punto di forza essere riusciti a trasmettere la passione attraverso le generazioni, cercando di espandere la propria rete anno dopo anno, con molto rispetto per la tradizione dei famigliari più grandi ma anche con l’attenzione alle novità che avrebbero potuto apportare le generazioni più giovani, come me e mio fratello Simone, che abbiamo un ruolo sempre più importante in azienda.
D. Come ci si trova ad essere una capitana di industria in un settore come quello della nautica a forte caratterizzazione maschile?
R. È vero che si tratta di un settore storicamente a prevalenza maschile ma ultimamente ci sono diverse donne in ruoli importanti, sia in ambito commerciale che dirigenziale. Credo che questo settore, così come in generale tutto il mondo imprenditoriale, stia facendo grandi passi avanti.
Essere una donna nel settore della nautica rappresenta sicuramente una sfida e richiede tanta determinazione.
È un lavoro impegnativo, ma la passione per il mare riesce a mantenere viva la motivazione, trasformando ogni ostacolo in un’opportunità di crescita
D. Quali sono gli scenari futuri per Cantiere Mimì?
R. Continuare nel percorso di innovazione sui metodi di costruzione e sulla realizzazione del nuovo Libeccio 13.50 WA.
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