Editoria, in 5 anni persi 4.500 posti di lavoro e 32,6% di fatturato, i quotidiani vendono 1 milione di copie in meno.

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L'imitatrice Gabriella Germani, in posa al termine di un'intervista con l'Ansa dopo il successo della sua nuova parodia di Virginia Raggi nel corso della trasmissione di Fiorello ''Edicola Fiore'' in onda su SkyUno e Tv8, Roma, 13 giugno 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

In cinque anni, dal 2011 al 2015, i principali nove gruppi editoriali italiani hanno perso il 32,6% del fatturato (-1,8 miliardi), cumulato perdite per due miliardi e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13mila dipendenti.

Lo afferma una ricerca dell’ufficio studi Mediobanca sul settore, con un trend nel taglio dei dipendenti che starebbe proseguendo anche quest’anno.

In cinque anni le vendite di quotidiani sono scese di un milione di copie: da 2,8 a 1,8 milioni (-34%). La situazione particolare è ovviamente differenziata rispetto al dato aggregato: Cairo e L’Espresso sono in utile nel quinquennio e Mondadori è vista tornare a un risultato positivo quest’anno. La struttura finanziaria è solida a livello aggregato (nel 2015 i mezzi propri sono in media 1,5 volte i debiti finanziari), ma di nuovo differenziata: Cairo non ha debiti, Rcs un’esposizione di oltre 5 volte superiore ai mezzi propri, Caltagirone Editore una liquidità oltre 4 volte l’esposizione finanziaria.

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