Pubblicità
Home Economia Electrolux annuncia 1.700 esuberi e chiusure

Electrolux annuncia 1.700 esuberi e chiusure

- pubblicità -

Electrolux apre una nuova e complessa vertenza industriale in Italia. Il gruppo ha presentato un piano di riorganizzazione che coinvolge circa 1.700 lavoratori nei cinque stabilimenti italiani, pari a quasi il 40% dei 4.500 dipendenti presenti nel Paese. Tra le misure previste figura la chiusura del sito di Cerreto d’Esi (Ancona), dove operano circa 170 addetti impegnati nella produzione di cappe di alta gamma.

Piano industriale

Il piano, illustrato nella sede di Confindustria a Mestre, interessa anche gli stabilimenti di Porcia, Susegana, Forlì e Solaro. L’azienda ha spiegato che la riorganizzazione punta a razionalizzare le attività produttive, semplificare le configurazioni di prodotto e concentrare gli investimenti sulle gamme a maggior valore aggiunto.

Secondo le organizzazioni sindacali, Electrolux avrebbe inoltre confermato l’intenzione di trasferire in Polonia la produzione di cappe attualmente realizzata in Italia, escludendo anche possibili collaborazioni industriali con il gruppo cinese Midea, già sperimentate sul mercato statunitense.

I Sindacati

La reazione dei sindacati è stata immediata. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e annunciato otto ore di sciopero nazionale, chiedendo una convocazione urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, ha definito il piano «una scelta fortemente penalizzante», sostenendo che chi investe in Italia deve mantenere una responsabilità sociale verso l’occupazione. Sulla stessa linea Barbara Tibaldi (Fiom), che ha ribadito la contrarietà alla perdita di posti di lavoro e produzioni industriali nel Paese. Per Gianluca Ficco (Uilm) servono interventi strutturali per salvaguardare non solo i lavoratori coinvolti, ma l’intero comparto italiano degli elettrodomestici.

Preoccupazione anche nei territori più esposti. Pierpaolo Pullini ha parlato di «un nuovo duro colpo» per il distretto del fabrianese, già segnato da anni di crisi industriale. Alessio Lovisotto ha sottolineato come, pur nella consapevolezza delle difficoltà del mercato, nessuno si aspettasse una riorganizzazione di tale portata.

Il Ministro del Lavoro Calderone

Sulla vicenda Electrolux “il 25 maggio è stato convocato il tavolo al Mimit e ci sarà anche il ministero del lavoro. Lavoriamo in strettissima sinergia”, tavolo che “ci servirà per avere un quadro più attento e puntuale della situazione e poter definire le misure da mettere in campo. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di proteggere tutti i lavoratori”.

Lo dice all’Adnkronos il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone, a margine del congresso nazionale Uiltrasporti. Il ministro ha commentato così il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati.

Il caso Electrolux

Calderone continua: “Sono ben consapevole che si tratta di 1700 lavoratori circa, e quindi 1700 famiglie. La nostra attenzione è massima, non solo a comprendere l’esatta dinamica degli interventi richiesti ma anche per mettere a disposizione degli strumenti efficaci. Laddove possiamo, dobbiamo proteggere assolutamente posti di lavoro attivi e non solo unicamente gestire ammortizzatori sociali, che sono importanti per garantire le tutele alle persone, ma ancora di più lo è il lavoro”.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso

Il Governo ha fatto sapere oggi che convocherà il 25 maggio azienda, sindacati e regioni per affrontare la nuova crisi che coinvolge Electrolux. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine dell’evento “R2I – Research to Innovate Italy 2026” a Bologna. “Speriamo che sia l’ennesima crisi che risolviamo”, ha dichiarato il ministro, ricordando che al momento dell’insediamento del Governo erano aperti oltre 50 tavoli di crisi con circa 80mila lavoratori coinvolti e che oltre 40 situazioni sarebbero state risolte. Urso ha citato i casi Whirlpool-Beko, Piaggio Aerospace, La Perla e Marelli come esempi di interventi conclusi con la salvaguardia di lavoratori e siti produttivi. Sul caso Electrolux il ministro ha definito “inaccettabile” il piano presentato dall’azienda e ha collegato le difficoltà del settore anche “alle scelte ideologiche del Green Deal” e alla concorrenza cinese nel mercato europeo degli elettrodomestici.

Green Deal, scelte perverse ed ideologiche

“L’Electrolux attraversa una crisi dovuta anche alle scelte perverse e ideologiche del Green Deal, che hanno esposto il mercato e la produzione europea alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina. Possiamo dirlo?”  – e ancora – “Siamo in Europa a tutela delle imprese del lavoro europeo, in una revisione radicale delle regole del Green Deal, e per ottenere misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, come recentemente abbiamo ottenuto per il settore dell’acciaio”. “Per questo – fa sapere Urso – il tema dell’elettrodomestico l’ho posto ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo sia un settore strategico a cui l’Europa non può rinunciare. E da sola l’Italia non puo’ fronteggiare un fenomeno che è globale e che purtroppo deriva anche dalle regole europee che lasciano campo libero alla concorrenza sleale”.

Eppure a parte gli interventi produttivi (vedi paragrafo sotto), Electrolux ha investito in energia rinnovabile e resilienza ambientale: nel 2025 parte dei 47,8 milioni di investimenti in Italia è andata a installare pannelli solari su Porcia e Susegana, con analoghi progetti valutati per Forlì e Solaro. Complessivamente tutti i cinque siti italiani sono oggi certificati “zero waste landfill”, frutto di opere di riorganizzazione e migliori cicli di recupero.


Scopri di più da Gazzetta di Napoli

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Raggioverde srl è un'azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e prodotti Nutrizionali e Fisio-attivatori per la nutrizione e cura delle piante con ampio catalogo Vivo biosolution per l'agricoltura biologica.