A trent’anni dalla tragedia del 23 gennaio 1996, quando la voragine di Secondigliano costò la vita a undici persone, il Comune di Napoli avvia un intervento che vuole trasformare un luogo abbandonato in uno spazio pubblico vivo, condiviso e capace di custodire memoria.
Il progetto, finanziato con 745 mila euro di risorse comunali, è stato presentato al Centro Sandro Pertini alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, della vicesindaca Laura Lieto e dei familiari delle vittime.
Affidato allo studio romano Orizzontale, il lavoro si sviluppa attorno a quattro assi: costruire una piazza; conservare la memoria; definire confini permeabili; curare le relazioni.
L’obiettivo è chiaro: ricucire il tessuto urbano tra corso Secondigliano e le Case Celesti, restituendo accessibilità, sicurezza e un senso di appartenenza.
Il progetto prevede: una piazza attrezzata per eventi e attività pubbliche; un giardino con 24 alberi, di cui 11 inseriti nel cerchio della memoria dedicato alle vittime; un campetto da basket; un’area playground per attività ludico-sportive.
Non solo riqualificazione fisica, ma un nuovo spazio sociale pensato per essere vissuto quotidianamente.
Il percorso è stato accompagnato da attività partecipative, in particolare con i bambini, attraverso laboratori come: Tracce d’Abitare e Nuovo Cinema Quadrivio
Un modo per radicare il progetto nella vita reale del quartiere e costruire una memoria condivisa, non musealizzata.
Manfredi ha ricordato il peso simbolico del luogo e l’impegno del Comune:
«Prima della fine della consiliatura questo luogo sarà terminato. È un grande sacrificio per un Comune con poche risorse, ma era importante dare un segnale».
Lieto ha sottolineato la dimensione collettiva del lutto e della rigenerazione:
«Gli interventi si fanno guardando ai bisogni dei cittadini. Qui non siamo sulla voragine del bar California, ma sulle voragini delle Case Celesti».




















































