Fca, confermato stop al diesel entro il 2021.

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Fca “eliminerà gradualmente” i motori diesel su tutti i veicoli per i passeggeri entro il 2021. Lo ha annunciato Sergio Marchionne, ceo di Fca, presentando il piano del gruppo al 2022. Il cambiamento non sarà applicato ai veicoli commerciali leggeri, dove resteranno i motori diesel.

IL PIANO FCA – Il piano industriale di Fca per il quinquennio 2018-2022 “è un piano solido e coraggioso”, ha spiegato Marchionne nell’intervento introduttivo al Capital Markets Day che ha aggiunto: “ma è molto di più di un business plan perché riflette le ambizioni collettive e la determinazione delle donne e degli uomini di Fca”. Nel corso del suo intervento Marchionne ha poi precisato che i target finanziari fissati per il gruppo fino al 2022 “sono ambiziosi, come tutti i precedenti piani, e pongono le basi per una nuova fase di crescita e redditività per Fca”.

LA PRODUZIONE – “Ci aspettiamo che per il 2021-2022 manterremo e aumenteremo la capacità industriale in Europa e in Italia attraverso il mix produttivo dei modelli premium e green”, ha spiegato Marchionne. La capacità produttiva sarà mantenuta e aumentata sia in Europa che in Italia con l’elettrificazione e il lancio di nuovi prodotti dei marchi Premium. Prodotti “che saranno gestiti con la base di produzione in Italia”, ha aggiunto il ceo di Fca al Capital Markets Day. Diversamente, saranno eliminati “i prodotti di massa”, perché non in grado di assorbire i costi elevati dell’elettrificazione e produrre margini.

LA FIAT 500 – La Fiat 500 “rappresenta il veicolo ideale per una completa soluzione a batteria elettrica”, per cui l’estensione della Fiat 500 sarà ‘green’ e vedrà l’introduzione di una vettura best-in-Class, la F500 Giardiniera, che completerà il pacchetto per una famiglia completamente elettrica di Fiat 500, ha spiegato il ceo di Fca, illustrando le strategie del brand. Oltre alle Fiat 500 pienamente elettrica – ha aggiunto Marchionne – ci saranno modelli ibridi su Fiat 500X e Fiat 500L.

CHRYSLER E FIAT – Il marchio Chrysler resterà un marchio forte in Usa ma non diventerà un brand globale, ha spiegato il ceo di Fca. Per quanto riguarda il marchio Fiat, Marchionne ha aggiunto che “lo spazio del brand verrà ridefinito perché deve operare in un’area più esclusiva del mercato ma è molto difficile, considerando il livello di regolazione in Ue che possa essere redditizio e, in ogni caso – ha concluso – i valori non saranno così importanti da portare variazioni nelle previsioni di piano”.

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