di Pietro Pizzolla
Dici Cartoleria Amodio e dici via Port’Alba.
Via Port’Alba è quella stradina in salita che alle spalle di Piazza Dante si congiunge con via San Sebastiano (proseguendo quindi verso Piazza Bellini e via Costantinopoli) e via San Pietro a Majella (sede del Conservatorio che ne porta il nome).
Via Port’Alba è famosa a Napoli per due ragioni, innanzitutto si tratta di uno dei luoghi dove si dice sia stata inventata la pizza napoletana, sicuramente all’Antica Pizzeria di via Port’Alba è stata inventata la pizza “a portafoglio”, cioè ripiegata in 4.
In secondo luogo, ma non per ordine di importanza, via Port’Alba è storicamente la via dei librai, tante librerie storiche napoletane, da Guida a Pironti, sono nate proprio in via Port’Alba, prima di dislocarsi in altri punti della città.
La Cartoleria Amodio
Chi invece da oltre cento anni (anzi 101, essendo nata nel 1925) risiede storicamente in via Port’Alba è la Cartoleria Amodio, azienda a conduzione familiare giunta alla terza generazione e che parimenti alla pizzeria ed alle librerie è diventata un’icona della strada.
Gazzetta di Napoli ha incontrato Fabio Amodio, che insieme alle cugine Giovanna e Monica porta avanti quella che nel corso degli anni da cartoleria ha saputo evolversi a vero partner di chiunque lavori nella filiera della cultura, dallo studente al professionista.
La storia
Come nasce la Cartoleria Amodio?
La Cartoleria Amodio nasce dall’iniziativa dei miei nonni Simeone Amodio e Giovanna Albano, che nel giugno del 1925 aprirono un negozio di cartoleria al civico 26 di via Port’Alba. Mia nonna Giovanna era una donna molto emancipata per quelli che erano gli usi dell’epoca, soprattutto qui al Sud, conseguì un diploma in stenodattilografia ed era convinta che il sapere fosse il volano della libertà.
Celebriamo la sacralità della cultura
Il motto di nonna Giovanna era “celebriamo la sacralità della cultura, percè sarà ciò che ci darà il pane e la libertà di poter scegliere”. Così mentre nonno Simeone vendeva articoli di cancelleria per studenti, nonna Giovanna al piano superiore batteva a macchina con una vecchia Olivetti M40 tesi e relazioni per gli studenti universitari, e dal loro matrimonio nascono ben 11 figli, che insieme ai due che già aveva nonno Simeone, rimasto vedovo dal primo martimonio, diventavano 15 bocche da sfamare. Essendo anche quello di casalinga un lavoro oltremodo impegnativo, nonna Giovanna spesso e volentieri lavorava alla macchina per scrivere di notte.
L’incontro con Benedetto Croce
Un momento importante fu quando Benedetto Croce chiese a nonna Giovanna di battere a macchina tutto il suo corpus di manoscritti. Fu grazie al lavoro svolto per Croce che i miei nonni comprarono una piccola casa alla Pietrasanta. Successivamente la Cartoleria Amodio allargò i suoi locali acquisendo quelli attigui della libreria Iodice, sita tra la Cartoleria e la libreria Guida, locali che sono quelli attuali. Negli anni ’60 inizia a lavorare la seconda generazione, quella dei nostri genitori, ed ampliammo la nostra offerta dalla cancelleria a tutto ciò che produceva cultura.
I cataloghi per le scuole
Capimmo quindi che era importante avere un rapporto con le scuole, così, anche questa idea di mia nonna, dopo aver studiato i programmi di insegnamento, a partire dal 1967 producemmo un mini-catalogo destinato proprio agli istituti scolastici, che veniva consegnato in tutte le scuole con la tecnica del porta a porta, in cui presentavamo la nostra offerta di cancelleria e di articolo di supporto alla didattica, catalogo che con gli anni si ingrandì fino a diventare di 800 pagine con tanto di illustrazioni che veniva spedito a tutte le scuole italiane. Il successo di questa iniziativa portò ad espanderci fino al terzo piano dello stabile, erano gli anni del boom economico e si percepiva una voglia di fare e di ricominciare.
L’innovazione
Ma non ci fermammo qui, riorganizzammo gli spazi secondo i modelli del nord Europa, fummo i primi ad introdurre la shopping bag ed il sistema di montacarichi per trasportare la merce da un piano all’altro dello stabile, abbiamo introdotto le fotocopiatrici Agfa di ultima generazione. E siamo arrivati alla terza generazione, insieme a Monica e Giovanna portamo avanti l’impresa con lo spirito dei nostri nonni e dei nostri genitori, abbiamo anche innovato la logistica, con un grande deposito a Melito di Napoli organizzato con le scaffalature rotanti, cosa che adesso è all’ordine del giorno ma che noi abbiamo introdotto nel 2005, più di 20 anni fa. E oggi come allora portiamo avanti l’insegnamento di nonna Giovanna: Continuare a celebrare la sacralità della cultura, perchè è ciò che vi darà il pane ma anche la libertà di pensare e soprattutto di scegliere.
La Cartoleria Amodio ai giorni nostri
In 100 anni è cambiato anche il modo di fare impresa di Amodio, qual è stata l’evoluzione?
Innanzitutto abbiamo ampliato la nostra offerta a tutto ciò che serve per produrre cultura, dal mondo della carta, a quello della scrittura, della pittura, dell’architettura, dallo studente al professionista, proponendo un assortimento che difficilmente si trova in una cartoleria qualsiasi, e cercando di matchare sempre la migliore qualità al giusto prezzo, perchè il nostro obiettivo è quello di instaurare con il cliente una relazione di lungo periodo, accompagnandolo dal suo percorso di studente a quello di professionista ed offrendogli i prodotti delle migliori marche, con un’attenzione particolare a quelli Made in Italy, soprattutto dopo la pandemia.
Ma in questi ultimi anni Napoli è diventata soprattutto una città turistica, e quindi abbiamo cercato di offrire anche una serie di souvenir e di articoli da regalo ma scelti sempre con criterio, tenendo presente quelle che sono le eccellenze artistiche del territorio, che nel territorio sono fortemente connotate ma che non sfocino nel banale.
Port’Alba la via dei librai
Port’Alba è conosciuta per essere il luogo dov’è nata la pizza a portafoglio, ma è soprattutto la via dei librai, da Guida a Pironti, ad Amodio stesso, è ancora viva questa connotazione?
Certo, tanto che noi stessi abbiamo destinato una parte dei nostri locali, proprio quelli che una volta erano della Libreria Iodice a libreria, inaugurando nel 2015 un Mondadori Point all’interno del quale sono in vendità più di 10.000 titoli di tutti i generi. All’interno di questi spazi organizziamo incontri con le scuole e con le associazioni per presentare libri, questo spazio si propone di essere un’area storica e culturale, di confronto e di scambio di idee.
I libri e i giovani
Nell’epoca dei social, dei reel e dei podcast, c’è ancora spazio per il libro tradizionale? Come si possono avvicinare i giovani alla lettura? E nell’epoca di Amazon e IBS c’è ancora spazio per la libreria fisica? Come si fa a sopravvivere?
Certo, c’è ancora spazio per il libro tradizionale anche nel mondo attuale dove l’attività principale, specie dei giovanissimi, è scorrere il dito su Instagram e su TikTok.
C’è spazio anche per la libreria fisica nei tempi dell’e-commerce, ma la libreria fisica non può essere lasciata a sè stessa nella speranza che entrino i clienti. Il fattore umano è determinante, abbiamo potuto sperimentare che i giovanissimi, se coinvolti attivamente, danno feedback molto positivi sulla lettura, bisogna saperli coinvolgere. Questo è quello che cerchiamo di fare, diamo consigli e cerchiamo di orientare i più giovani nel mare magnum della produzione letteraria. Da Harry Potter sentiranno il desiderio di leggere Calvino.
I numerosi incontri che organizziamo a cadenza stabile ce lo dimostrano.
Non solo libri
Le attività collaterali alla vendita non si esauriscono solo allo spazio libri.
No, abbiamo di recente inaugurato un ciclo di workshop a cadenza mensile dedicati alla pittura ed al disegno, con la collaborazione di docenti dell’Accademia di Belle Arti come ad esempio Leila Costanzo o di pittrici affermate come Michela Bogoni, nei quali abbiamo approfondito le tecniche dell’acquerello o del disegno con i pastelli secchi. Siamo molto soddisfatti di questo ciclo di workshop e contiamo di organizzarne ancora. L’arte visiva come il disegno e la pittura rientra a pieno titolo nella filiera di produzione della cultura, di cui ogni giorno celebriamo la sacralità secondo gli insegnamenti di Nonna Giovanna.
Amodio verso la quarta generazione?
Non sappiamo se ci sarà una quarta generazione, sappiamo però che il legame che abbiamo costruito con la città e con le persone è un legame che è destinato a rimanere nel tempo. Riponiamo grande speranza nei giovani, ma al tempo stesso teniamo sempre a mente l’esempio dei nostri genitori e dei nostri nonni.
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