Lo studio analizza la struttura finanziaria del Patto per Napoli e le azioni intraprese dal Comune di Napoli, in un più ampio quadro di risanamento finanziario, per il miglioramento della riscossione, la razionalizzazione e l’efficientamento delle partecipate, la valorizzazione del patrimonio immobiliare, la riorganizzazione della macchina amministrativa, la digitalizzazione dei processi.
La riscossione
Il Comune prevede di incassare in media circa 35 milioni di euro aggiuntivi all’anno, attraverso l’incremento dell’addizionale IRPEF, l’incremento dell’addizionale aeroportuale e il miglioramento della riscossione dei tributi.
L’aliquota IRPEF è stata incrementata nel 2024 di 0,2 punti percentuali, mentre la fascia di esenzione è stata innalzata a 12.000 euro. Secondo le stime dell’Osservatorio, l’incremento medio per i cittadini napoletani ammonta a 64 euro su base annua.
A fronte dei 77 milioni incassati nel 2022, il Comune ha incassato 80 milioni nel 2023 e 106 milioni nel 2024. La stima, per il 2025, è di 107 milioni.
L’addizionale comunale sui diritti di imbarco aeroportuale, dal 4 aprile 2023, ammonta a 8,5 euro. Per una preliminare valutazione dell’impatto dell’addizionale è utile l’analisi delle variazioni nel traffico aereo. I dati disponibili, relativi al confronto tra i mesi di gennaio/febbraio nel 2024 e nel 2025, non mostrano flessioni.
Per il miglioramento della riscossione, il Comune di Napoli ha sottoscritto, nel giugno 2023, un contratto con Napoli Obiettivo Valore, società di scopo costituita da Municipia S.p.A. Napoli Obiettivo Valore ha emesso avvisi di accertamento IMU e TARI, nonché atti relativi alla riscossione coattiva per conto del Comune. La società ha complessivamente raccolto 166 milioni di euro, di cui 90 milioni già incassati e 76 milioni rateizzati (l’80% paga regolarmente).
Il patrimonio
Il cronoprogramma del Patto prevede l’incremento dei canoni dei contratti di concessione e locazione e la riduzione dei fitti passivi. Per il 2022 e il 2024 sono, invece, previste le voci “alienazioni” e “conferimento a fondi”, per le operazioni realizzate con INVIMIT e la vendita degli immobili.
La valorizzazione di un bene pubblico può essere realizzata attraverso il riuso, la riqualificazione, i partenariati pubblico-privati, i progetti europei e/o nazionali (un esempio è il progetto di riqualificazione del Real Albergo dei Poveri).
L’alienazione riguarda, invece, la vendita, la cessione o il conferimento di beni non più strategici per il Comune, con l’obiettivo di ridurre il debito e ricavare risorse per altri scopi. Con delibera di Giunta, del 16 dicembre 2024, è partito il procedimento di conferimento di 6 immobili comunali e di vendita di 3 caserme al Fondo immobiliare di INVIMIT, società per azioni interamente detenute dal MEF. Dal conferimento, il cui ammontare è stato deliberato a 41,21 milioni di euro, l’Amministrazione riceverà il 30% in denaro e il 70% in quote del fondo.
Per la vendita, invece, l’Amministrazione riceverà interamente in denaro una somma di 3,21 milioni di euro. La riduzione dei fitti passivi, in ultimo, prevede il trasferimento degli uffici comunali e delle società partecipate in edifici di proprietà comunale, eliminando così i costi di locazione verso terzi. Dalla fine del 2021 alla fine del 2024, i fitti passivi si sono ridotti del 50% passando da 3,4 a 1,7 milioni circa.
Razionalizzazione del sistema delle partecipate
Gli obiettivi del Comune di Napoli sono la riorganizzazione del sistema, il superamento delle sovrapposizioni di funzioni e competenze, l’organizzazione del coordinamento delle attività e la valorizzazione di beni strategici o identitari. Per il perseguimento di questi obiettivi si attende il piano definitivo entro giugno 2025.
Per Napoli Servizi SpA, la strategia prevede una distinzione tra attività a reddito e attività non a reddito del Comune. A Napoli Servizi spetterebbero le seconde: patrimonio istituzionale, scuole, cimiteri, sport, mercati. Le attività a reddito verrebbero invece affidate a una nuova società, da costituire.
Per Napoli Holding Srl, società che detiene la gestione del trasporto pubblico, il supporto alla mobilità della città e la gestione dei servizi per le partecipate del Comune, la strategia prevede la creazione di economie di scala attraverso l’erogazione di servizi di carattere orizzontale per tutte le società da essa partecipate.
Altre misure
Altre misure in valutazione riguardano l’incremento dei pagamenti per gli investimenti nel periodo 2022-2026, l’abbattimento dei tempi di pagamento e le transazioni dei debiti commerciali pregressi.
Per il primo punto, la misura prevede il raggiungimento di un incremento pari a circa 23 milioni di euro all’anno per il periodo 2022-2026. La spesa in conto capitale per investimenti a carico del bilancio comunale, invece, si è assestata intorno a 33 milioni di euro nel 2022, intorno a 42 milioni di euro nel 2023 e intorno a 33 milioni di euro nel 2024. Per il 2025, si stimano 37 milioni di euro.
I tempi di pagamento dei fornitori si sono ridotti del 70% dai 99 giorni del 2021 ai 30 del 2024, così anche il debito commerciale: ridotto da 371 milioni di euro del 2021 a circa 18 milioni di euro del 2024.
Infine, nel 2022, è stata realizzata un’attività di definizione transattiva dei debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2020. I pagamenti eseguiti dal Comune si sono assestati su una cifra di circa 24,8 milioni di euro.
L’esposizione finanziaria complessiva del Comune è scesa da circa 5 miliardi (al 31 dicembre 2021) a circa 3,9 miliardi (al 31 dicembre 2024). Dallo studio realizzato e dal monitoraggio effettuato dal Ministero dell’Interno attraverso la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti locali, emerge il conseguimento degli obiettivi prefissati, con alcuni rilevi in merito alla gestione del patrimonio e al processo di razionalizzazione delle partecipate.
“Dal lavoro di monitoraggio dell’Osservatorio emerge un bilancio sicuramente positivo – ha spiegato il coordinatore Vecchione -. Il Comune di Napoli nel triennio 2022-2024 ha raggiunto e superato molti degli obiettivi che si era prefissato nell’ambito del Patto per Napoli. Il prossimo nodo da affrontare è quello delle Partecipate e della gestione del Patrimonio per i quali sono previsti importanti interventi di riordino entro l’estate del 2025”.
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Il rapporto dell’Osservatorio Economia e Società Napoli












