C’è un silenzio diverso oggi nella televisione campana. È il silenzio lasciato da Lorenza Licenziati, scomparsa a 57 anni, dopo aver combattuto con forza, dignità e – come hanno ricordato i suoi figli – con il sorriso sulle labbra.
Ma ridurre Lorenza a un curriculum sarebbe un errore. Sarebbe ingiusto. Perché Lorenza Licenziati è stata molto più di una giornalista, molto più di un volto televisivo noto. È stata, prima di tutto, una persona meravigliosa.
Una donna di una gentilezza d’altri tempi, rara, autentica. Di quelle che non alzano mai la voce ma sanno farsi ascoltare. Di quelle che, anche nei momenti più difficili, trovano le parole giuste per consolare, per sostenere, per esserci davvero. Lorenza era così: solare, luminosa, capace di portare leggerezza senza mai essere superficiale, forza senza mai essere dura.
Chi ha avuto la fortuna, come chi scrive, di lavorare al suo fianco lo sa bene: Lorenza era una grande amica. Presente, sincera, generosa. Una di quelle persone che non si limitano a condividere un percorso professionale, ma entrano nella vita degli altri con delicatezza e restano.
E poi c’era la professionista. Determinata, indipendente, visionaria. Laureata in Scienze Motorie, con un percorso iniziale lontano dalla comunicazione, aveva trovato nella televisione la sua vera casa, iniziando su Canale 21 con il “Gran Bazar Show”, trampolino di lancio di una carriera costruita passo dopo passo, senza scorciatoie.
Negli anni Lorenza aveva saputo reinventarsi, crescere, diventare non solo giornalista e conduttrice, ma anche produttrice dei propri contenuti. Il suo programma “In città” è stato molto più di un format televisivo: è stato un atto d’amore verso Napoli, un racconto continuo delle sue mille anime, dei suoi artisti, dei suoi talenti spesso nascosti. Per tanti anni Lorenza ha acceso i riflettori su una Campania viva, creativa, ricca di cultura, ha costruito ponti tra il pubblico e il mondo dell’arte, dello spettacolo, della tradizione.
Ma dietro la professionista c’era la madre. Il suo cuore più grande. I figli Raffaele, Maria Clara e Alessandro erano il suo orgoglio, il suo punto fermo, il suo rifugio. E nelle loro parole – “ha combattuto con tutte le sue forze e con il sorriso sulle labbra” – c’è tutta l’essenza di Lorenza.
Resta il ricordo di una donna che ha saputo essere luce, in un mondo spesso troppo veloce per accorgersene. Resta il suo sorriso, la sua eleganza, la sua capacità di prendersi cura degli altri.
Il Gruppo Gazzette, il direttore Pietro Pizzolla, la redazione ed i collaboratori di Gazzetta di Napoli si stringe introrno alla famiglia di Lorenza Licenziati
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