Martedì 24 febbraio, presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, si è tenuto il seminario dal titolo “Approcci ingegneristici per la valutazione e la mitigazione dei rischi nei parchi archeologici”, un momento di confronto dedicato alle più recenti metodologie per la tutela e la manutenzione del patrimonio archeologico. organizzato dall’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli con il Patrocinio: Parco Archeologico di Pompei, Parco Archeologico Pietrabbondante, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli
Tra i temi centrali dell’incontro è stato presentato il progetto PRIN MIRA – Multirisk Analysis of the Vulnerability of Archaeological Sites, che propone un approccio ingegneristico innovativo per l’analisi multilivello dei rischi e per la gestione della vulnerabilità dei siti archeologici.
Ad aprire i lavori è stato Vincenzo Calvanese, Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Parco Archeologico di Pompei, che ha portato anche i saluti del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, intervenuto nel suo ruolo di Consigliere dell’Ordine. Nel suo intervento, Calvanese ha sottolineato come, negli ultimi quindici anni, l’ingegneria abbia assunto un ruolo sempre più strategico nella salvaguardia, nella gestione, nella manutenzione e nel monitoraggio dei beni culturali. I primi contributi tecnici sono stati affidati ai docenti Marco Di Ludovico (Università degli Studi di Napoli Federico II) e Stefano Aversa (Università degli Studi di Napoli Parthenope). Il progetto PRIN MIRA vede la collaborazione di tre atenei: Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli Parthenope e Università degli Studi del Molise. Nel corso della giornata sono state inoltre presentate ulteriori esperienze e buone pratiche nell’ambito delle discipline tecniche applicate alla conservazione, al monitoraggio e alla manutenzione dei siti archeologici.
Si sono alternati negli interventi ed i Saluti
Gabriel Zuchtriegel, Direttore Parco Archeologico di Pompei
Enrico Rinaldi, Direttore Regionale Musei Nazionali Molise
Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, degli Studi di Napoli Federico II – Presidente dell’Ordine degli Ingeneri della Provincia di Napoli
Renata Della Morte, Presidente della Scuola Interdipartimentale delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute – Università degli Studi di Napoli Parthenope
Giovanni Fabbrocino, Delegato alla Ricerca Università degli Studi del Molise
Sessione A – Chair: Vincenzo Calvanese
Il Progetto MiRA: Multi-Risk Analysis of the vulnerability of archeological sites
Marco Di Ludovico
P.I. progetto MiRA, DiST, Università degli Studi di Napoli Federico II
MiRA è un progetto di ricerca finanziato nell’ambito dei PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), che sviluppa un quadro metodologico innovativo per l’analisi dei rischi nei siti archeologici, con particolare attenzione alla vulnerabilità dei manufatti e delle strutture rispetto a rischi naturali e antropici
È incentrato su analisi multilivello: non solo valutare la probabilità di eventi pericolosi (come terremoti, fenomeni idrogeologici, instabilità del terreno, ecc.), ma anche misurare come tali eventi impattano sul patrimonio archeologico, e quindi definire strategie di mitigazione e intervento adeguate
Il progetto MiRA ha un approccio ingegneristico multidisciplinare, non si limita a considerare singoli aspetti del rischio, ma integra diverse discipline e metodi:
- Ingegneria strutturale e geotecnica per comprendere come i manufatti rispondono alle sollecitazioni esterne (sisma, vibrazioni, instabilità del terreno);
- Analisi della vulnerabilità basata su indicatori quantitativi e metriche che valutano lo stato di conservazione e la resilienza dei manufatti;
- Mitigazione e strategie preventive, incluse tecniche poco invasive pensate per contesti sensibili come aree di scavo archeologico.
Il progetto quindi si colloca all’incrocio tra ricerca teorica, modelli quantitativi di valutazione e applicazioni pratiche nei parchi archeologici, cercando di offrire strumenti utili tanto alla comunità scientifica quanto ai professionisti del settore.
Microzonazione sismica della città antica di Pompei
Stefano Aversa
DING, Università degli Studi di Napoli Parthenope
La microzonazione sismica è uno studio dettagliato della risposta del terreno alla sollecitazione sismica su scale ridotte (decine–centinaia di metri), con l’obiettivo di individuare aree con comportamento sismico omogeneo e comprendere eventuali effetti locali di amplificazione del moto sismico. Questi studi sono fondamentali per la pianificazione antisismica, la mitigazione del rischio e la protezione del patrimonio culturale e infrastrutturale
Indagini e Modelli per la valutazione della vulnerabilità di Manufatti Archeologici
Marco Di Ludovico, Francesca Ceroni
DiST, Università degli Studi di Napoli Federico II, DING, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Un approccio interdisciplinare per la conservazione dei siti archeologici: il Parco Archeologico di Pietrabbondante (IS)
Antonio Sandoli
DiBT, Università degli Studi del Molise
Sessione B – Chair: Alessandra Zambrano
Microzonazione sismica dell’Area Archeologica Centrale di Roma Alessandro Pagliaroli
DiSEG, Università di Chieti-Pescara
Verso un approccio integrato di diagnostica e analisi strutturale: il caso del Parco Archeologico di Pompei
Lorenza Petrini
DICA Politecnico di Milano
UTILIZZO DEL GEORADAR 2D PER INDIVIDUARE LA TECNICA MURARIA A POMPEI
Monitoraggio in siti archeologici
Lucio Amato
Tecno IN SpA
L’evento si è concluso con una visita tecnica ai cantieri della Regio IX, un’area di scavo non ancora accessibile al pubblico. Sono stati illustrati i metodi adottati per la conservazione delle strutture riportate alla luce, con particolare attenzione alla tutela delle tracce lasciate dall’eruzione pliniana del 79 d.C.
La SMS Engineering sta sviluppando delle Soluzioni di Intelligenza Artificiale nel Progetto AI4HERITAGE. Questo progetto di ricerca AI4HE ha come caso di studio la Villa di Giulio Polibio nel Parco archeologico di Pompei. Il progetto prevede la generazione di un “digital twin” per la conoscenza, il restauro, la rigenerazione ambientale, la fruizione e la gestione del sito archeologico, che consenta una transizione da un approccio segmentato a uno di tipo orizzontale, che definisce un ecosistema digitale del patrimonio culturale attraverso la rilevazione di immagini ad alta definizione e la post elaborazione con algoritmi di intelligenza artificiale. La partecipazione al workshop mira a individuare le best practice per l’implementazione di sistemi di Intelligenza Artificiale applicati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, con un’applicazione pilota proprio nel Parco Archeologico di Pompei.
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