Regione e lavoratori Whirlpool chiedono al Governo di riattivare il tavolo istituzionale.

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Il neopresidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero e l’assessore alle attività produttive e il lavoro Antonio Marchiello, questa mattina hanno incontrato una delegazione dei lavoratori Whirlpool con le rappresentanze sindacali di FIOM, FIM e UILM. Questi ultimi hanno chiesto alla Regione, che ha mantenuto e conferma gli impegni assunti, di riattivare il tavolo istituzionale con il Governo.

La delegazione ha spiegato che l’emergenza COVID ha modificato il quadro lavorativo all’interno delle multinazionali del settore degli elettrodomestici: “la produzione in questo periodo di pandemia è cresciuta in maniera esponenziale al punto che alcune multinazionali hanno fermato la cassa integrazione per far fronte alle richieste di produzione, anche stabilizzando numerosi lavoratori interinali, tra cui la stessa Whirlpool in altre realtà”.

La delegazione, inoltre, ha chiesto che la Regione si impegni a riattivare il tavolo con il Governo e tutte le istituzioni locali per evitare che la vertenza sindacale si trasformi in una vertenza sociale.

L’assessore Marchiello e il Presidente Oliviero hanno condiviso le ragioni dei lavoratori evidenziando all’unisono: “il Governo deve attivarsi in maniera celere e mettere tutte le parti attive allo stesso tavolo per trovare subito la soluzione alla vertenza, impegnando la multinazionale a continuare a produrre nello stabilimento di Napoli, dato che allo stato non sussistono ragioni di caratteri industriali. A tal riguardo, la Regione conferma l’impegno economico già assunto in precedenza, e ci auspichiamo che il Governo definisca interventi concreti per l’avvio effettivo delle zone economiche speciali (ZES). Questo potrebbe rappresentare un valore aggiunto per le ipotesi di rilancio dello stabilimento di Napoli”. Inoltre, in considerazione allo stato di pandemia nazionale, la Regione conferma l’accurato appello, già proposto ai tavoli istituzionali precedenti, di sospendere la cessazione delle attività su Napoli almeno per tutto il periodo dell’emergenza, anche in considerazione dei blocchi dei licenziamenti sulla base del DPCM.

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