Gli investimenti ferroviari più rilevanti d’Italia si concentrano oggi nel Mezzogiorno. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera, illustrando un quadro che vede il Sud al centro della strategia infrastrutturale nazionale.
RFI gestisce una rete di 17mila chilometri, con 32.500 dipendenti, oltre 9mila treni al giorno, 2.200 stazioni, 10mila ponti e viadotti e circa 2mila gallerie. Numeri che danno la misura della portata degli interventi in corso.
52 miliardi per il Sud entro il 2035
La dote destinata al Mezzogiorno da qui al 2035 ammonta a 52 miliardi di euro, risorse che finanzieranno alcuni dei cantieri più significativi del Paese: la Napoli–Bari, la Messina–Catania–Palermo, l’estensione della rete Alta Velocità/Alta Capacità verso Sud e nelle aree interne.
Il piano nazionale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record con 11,6 miliardi di investimenti, sostenuti anche dai fondi del PNRR, di cui il 40% destinato al Sud. Ogni giorno sono attivi tra 1.250 e 1.300 cantieri: il 37% dedicati alla sicurezza, il 63% alle grandi opere.
Il nuovo Contratto di Programma 2027-2031
La visione strategica confluirà nel nuovo Contratto di Programma 2027-2031, che definirà le priorità infrastrutturali del prossimo decennio. Entro il 2035 RFI punta a: aumentare del 30% la popolazione raggiunta dall’alta velocità, rafforzare i collegamenti con i principali poli logistici, rendere la ferrovia l’asse portante della decarbonizzazione dei trasporti.
Le direttrici prioritarie sono sei: sicurezza, tecnologie, alta velocità, merci, accessibilità, resilienza.
I cantieri aperti: Napoli–Bari e Sicilia protagoniste
Tra il 2022 e il 2025 RFI ha già: soppresso oltre 200 passaggi a livello, esteso il sistema ERTMS livello 2 su nuove tratte, completato interventi in oltre 140 stazioni.
Sulla Napoli–Bari, investimento complessivo da 6,3 miliardi, è stato attivato il doppio binario sul lotto Cancello–Frasso Telesino–Dugenta: 18 km di nuova linea, la Galleria di Monte Aglio (4 km), otto viadotti, eliminazione di 13 passaggi a livello.
Sul lotto Telese–Vitulano è operativo un primo tratto tra San Lorenzo Maggiore e Ponte Casalduni. Proseguono i lavori sulle tratte Napoli–Cancello e Frasso Telesino–Telese, con attivazioni previste rispettivamente a giugno e dicembre 2025.
In Sicilia, come evidenziato anche dalla pagina che stai consultando, l’isola è oggi “il cantiere ferroviario più grande d’Italia”, con interventi massicci sulla dorsale Messina–Catania–Palermo e sulla modernizzazione delle linee interne .
Castiello: “52 miliardi per il Sud significa passare dalle parole ai cantieri”
Così il Sottosegretario di Stato, on. Pina Castiello, commenta il piano di investimenti ferroviari che vede al centro opere strategiche come la Napoli-Bari e il potenziamento della rete siciliana.
Il Sottosegretario ha poi aggiunto: “La Napoli-Bari, che dimezzerà i tempi di percorrenza a 2 ore, e gli investimenti massicci in Sicilia sono risposte tangibili che fotografano un approccio diverso verso il Sud che, con noi, da zavorra diventa opportunità e volano per tutta l’Italia”.
Scopri di più da Gazzetta di Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

















































