Stellantis, Tavares: piano a fine 2021 o inizio 2022, non sarà di difesa. I sindacati non si fidano e chiedono incontro.

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An area of ??cars produced in the Stellantis factory, in San Nicola di Melfi (Potenza), 21 January 2021. About seven thousand people work in the Lucanian factory - where 500 X, Jeep Renegade and Compass are produced. ANSA / TONY VECE.
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Stellantis presenterà il nuovo piano nel Capital Markets Day previsto alla fine del 2021 o all’inizio del 2022. E’ quanto si apprende dalla presentazione dei conti 2020 di Fca e Psa.

“Stiamo lavorando duramente al nuovo piano industriale con il contributo di tutti, persone giovani ed esperti. Non sarà un piano difensivo, ma un business plan all’avanguardia e disruptive per il mercato”, ha detto l’ad di Stellantis, Carlos Tavares, durante la conference call con gli analisti finanziari.

“I dati finanziari di Fca confermano la solidità dei nostri stabilimenti e dimostrano che le scelte realizzate in questi anni hanno permesso al grande Gruppo industriale di conseguire importanti risultati come nel mercato dei veicoli commerciali, nonostante il 2020 sia stato un anno terribile non solo dal punto di vista dell’epidemia ma anche per il mercato dell’automotive che complessivamente ha fatto registrare il record negativo del 28% di immatricolazioni rispetto al 2019. Analogo risultato sembra essere stato raggiunto anche dal Gruppo Psa”. Così Rocco Palombella, Segretario generale Uilm.
“Quanto consuntivato dalle due case automobilistiche ci fa sperare che la nascita di Stellantis rappresenterà una grande opportunità per i due ex Gruppi industriali e per i Paesi di provenienza – aggiunge – per la conferma degli investimenti, per la salvaguardia degli stabilimenti e dei posti di lavoro, così come abbiamo ascoltato dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato, Carlos Tavares”.
“Il cambio di management proveniente dalla Francia e il paragone con altri siti francesi, così come emerso in alcuni articoli di testate nazionali – continua Palombella – negli ultimi giorni stanno generando un clima di forte preoccupazione sull’insostenibilità finanziaria e organizzativa nei nostri stabilimenti. Tutto ciò contrasta con i risultati appena consuntivati e soprattutto con quanto affermato dallo stesso Tavares, sia nell’incontro con le organizzazioni sindacali, sia nelle visite effettuate nei diversi stabilimenti”.

“Così come aveva dichiarato l’amministratore delegato – conclude Palombella – chiediamo un incontro urgente per fugare possibili ansie e per dare certezze ai lavoratori all’interno degli stabilimenti evitando di alimentare un clima dannoso per la neonata società, che è il quarto Gruppo mondiale del settore con 180 miliardi di fatturato annuo e che nasce con obiettivi di crescita molto ambiziosi”. 

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