Ugl Metalmeccanici. Tavolo Istituzionale sulla crisi industriale Jabil – le riallocazioni non vedono risultati concreti, occorre che Mise e Regione verifichino come vengono impiegate le risorse.

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Si è tenuto un nuovo appuntamento del tavolo sindacale JABIL avviato da tempo dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nella fase di stallo che perdura, per il processo di ricollocamento del personale, Jabil ha presentato al tavolo la TME, che si propone di acquisire almeno 150 lavoratori con l’obiettivo di far partire un nuovo progetto che richiede la creazione di un nuovo stabilimento. La Jabil continua a mancare un piano industriale che vede un’ulteriore riduzione a circa 250 lavoratori che potrebbero essere allocati nel prossimo triennio nel sito di Marcianise, segnale preoccupante di ulteriore diminuzione. Luigi Marino vice segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici ha ribadito che le criticità emerse dalle riallocazioni precedenti sono tuttora irrisolte. “Occorre fissare gli impegni concreti da parte degli imprenditori che si candidano alla riallocazione dei lavoratori. Occorre definire quali investimenti siano disposti ad effettuare, di concerto con le misure statali di supporto che sono disponibili anche attraverso i fondi nuove competenze e Industria 4.0, perché si possa dare fiducia ai lavoratori e non continuare a rischiare di trovarsi ancora in situazione di precarietà Diversamente il malcontento dei lavoratori non potrà che aumentare” ha dichiarato il sindacalista. “La storia recente delle riallocazioni Jabil parla di dipendenti transitati in Sotflab e Orefice per fare soprattutto cassa integrazione. E nulla c’entra la crisi pandemica, visto che Softlab sbandiera anche sui giornali fatturati vertiginosi in epoca di crisi e da quasi un anno annuncia l’apertura di un nuovo stabilimento, di cui si rifiuta di fornirci prove concrete” aggiunge Naddei, Segretario della UglM Caserta. “Ci chiediamo se le Istituzioni, il MISE e la Regione, stiano monitorando quanto accade e se intendano verificare nel concreto la fruttuosità degli investimenti statali effettuati nel piano di riallocazione o se questi possano essere utilizzati per mere operazioni finanziarie. Per questo si chiede alle istituzioni di fissare scadenze in cui verificare gli impegni degli imprenditori e, se disattesi, prendere provvedimenti in merito.”, conclude Naddei. In ultimo Lucia Dello Iacovo della segreteria Ugl Metalmeccanici di Caserta dichiara: “non posso che rafforzare le posizioni espresse dalla segreteria. Assicurare un percorso di monitoraggio anche ai dipendenti ricollocati di Jabil è dirimente anche per le future ricollocazioni. I problemi delle sopracitate aziende sono sotto gli occhi di tutti e non possono che far “arroccare” i lavoratori di Jabil in un’azienda in crisi da anni, ma tangibile e certa”.

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