Capodimonte, musica popolare ad agosto, cinema dedicato a infanzia e adolescenza a settembre.

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Dall’8 al 10 agosto 2020 si terrà la terza edizione del Festival della musica popolare del Sud
Italia, organizzata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte con il sostegno della Regione
Campania, nell’ambito del progetto “Capodimonte popolare e colto” finanziato con fondi POCProgramma operativo complementare 2014-2020, in collaborazione con l’associazione
MusiCapodimonte e la partnership tecnica della Gabbianella club eventi e Op eventi, Amicar
per il veicolo elettrico.

Il Festival sarà ad ingresso gratuito, ma contingentato, con obbligo di prenotazione e con
distanziamento fisico di almeno 1 metro come misura di prevenzione del rischio contagio da
Covid 19.

Sabato 8 e domenica 9 agosto, dalle ore 21.00, doppio concerto serale, in contemporanea a
Porta di Mezzo e sul Belvedere per riempire di sonorità e ritmi arcaici il Real Bosco di
Capodimonte: dalla pizzica salentina agli organetti calabresi, dalla Tarantella di Paternopoli ai Canti della Terra di Pomigliano d’Arco. Un vera esperienza di comunità in sicurezza – dopo i lunghi mesi di lockdown e distanziamento fisico – per recuperare il rapporto con le proprie radici, conservare e diffondere la musica tradizionale, con il ‘contagio’ delle note e delle danze.

Lunedì 10 agosto, alle ore 21.00 gran finale sul Belvedere con una speciale “Notte di San
Lorenzo”: naso all’insù per contare le stelle cadenti e orecchie tese all’ascolto del repertorio
‘popolaresco’ proposto dal Petit Ensemble MusiCapodimonte. Antiche melodie e nuovi brani su Capodimonte, frutto di ricerche dell’ Archivio Sonoro della Canzone Napoletana, guidato da Pietro Catauro.

Nuovo appuntamento con la rassegna cinematografica all’aperto al Museo e Real Bosco di
Capodimonte, a cura di Maria Tamajo Contarini in collaborazione con Anna Masecchia,
organizzata in collaborazione con la società Restart e realizzata grazie ai fondi europei del progetto “Capodimonte popolare e colto”, finanziamento POC-Programma Operativo Complementare 2014- 2020 della Regione Campania, in continuità con le precedenti rassegne cinematografiche: Pittori di cinema (23-28 luglio 2019), La settima arte. Cinema e pittura (novembre 2017-gennaio 2018) e Napoli nel cinema (19-25 luglio 2018 e poi ogni ultimo giovedì del mese in Auditorium fino al 28 marzo 2019).

Sei pellicole dedicate al tema dell’infanzia e dell’adolescenza, che verranno proiettate nel
secondo Cortile del Museo e Real Bosco di Capodimonte nei due weekend di settembre: venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 e poi, successivamente, venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre. Ingresso gratuito, ma obbligo di prenotazione per il protocollo anti-Covid sulla piattaforma http://restarteventi.eventbrite.it per garantire una fruizione in sicurezza. Info al numero 349 21 47 804 e mail restarteventi@gmail.com .

Cinema e mostre in programmazione
Il tema dell’infanzia e dell’adolescenza al centro della rassegna cinematografica di quest’anno si pone in stretta relazione con quello delle due mostre in programmazione a Capodimonte nei prossimi mesi: Vincenzo Gemito, dalla scultura al disegno (10 settembre – 15 novembre 2020) e Capodimonte ringrazia la Sanità (17 dicembre 2020 – 18 maggio 2021) con opere di Paolo La Motta, in cui gli adolescenti sono protagonisti della rappresentazione.

Ecco la selezione di film, curata da Maria Tamajo Contarini, curatrice del Museo e Real Bosco di Capodimonte, in collaborazione con Anna Masecchia, docente di Storia del Cinema all’Università Federico II di Napoli.

Per ricordare i tanti romanzi di formazione Disney, è stato scelto Il libro della giungla (1967), in cui le avventure dell’orfano Mowgli, accolto da un mondo animale in realtà pieno di regole, si concludono con l’ingresso nell’età adulta e nel mondo degli umani. Un diverso incontro tra culture è raccontato nel recentissimo Dililì a Parigi (2018), di cui è finalmente protagonista una bambina.

Dililì, piccola Kanake, arriva a Parigi dopo aver studiato con l’anarchica Louise Michel. Coraggio e intelligenza le consentono di sventare un terribile piano per ridurre in schiavitù le donne. La
protagonista del film di Michel Ocelot ricorda i piccoli eroi di tanti romanzi classici, come l’Oliver Twist che Roman Polanski (2005) ha riportato di recente sullo schermo. Il fantastico e la visionarietà caratterizzano i percorsi degli altri tre racconti cinematografici proposti. In Big Fish di Tim Burton (2003) un figlio rivaluta il padre ricordando la sua infanzia, mentre in Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011) la nostalgia per il padre e l’infanzia perduta di Hugo incontra l’amore per il cinema del regista e la ricerca di un’origine della settima arte attraverso la sperimentazione in digitale. Le visioni di Wes Anderson chiudono la piccola rassegna di film con il ruolo strategico svolto dai giovani Zero e Agatha nello scioglimento di un mistero in Gran Budapest Hotel (2014).

 

 

 

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