A casa per il coronavirus, nascono le classi di smart learning.

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Ogni emergenza contiene in sé un’opportunità, proprio come ogni medaglia mostra sempre due facce.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato il 4 marzo scorso, e riguardante il contenimento sul territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus, ha previsto lo stop di attività scolastica, meeting, eventi sociali e restrizioni sui luoghi di lavoro.

Il provvedimento ha accelerato, così, lo sviluppo di una esigenza già avvertita come urgente: utilizzare la tecnologia in maniera più sistematica per rafforzare l’inclusione ed accorciare le distanze, attribuendo maggiore spazio allo Smart working (Lavoro agile) e allo Smart learning (Apprendimento agile).

Di rilievo il caso della Cooperativa Sociale Psicodizione, che per non interrompere il supporto fornito alle persone (bambini, ragazzi e adulti) interessate dal disturbo della balbuzie, ha subito creato delle classroom virtuali e partecipative per proseguire online le sue attività e per continuare a tenere le conferenze informative gratuite.

Nel giro di pochissimo tempo dal verificarsi dell’emergenza sono state organizzate delle vere e proprie classi composte da corsisti di tutte le età che, in 7 giorni, seguiti in remoto da insegnanti, assistenti e tutor intraprendono il percorso che li porterà ad uscire dalla gabbia della balbuzie.

«Per noi è importante ricreare nella stanza dove si svolge il corso, in questo caso nella classe virtuale, il micro mondo che ogni persona incontra all’esterno» afferma la dott.ssa Chiara Comastri – Psicologa ex balbuziente e fondatrice della metodologia Psicodizione «in cui i bambini si relazionano agli adulti, gli adulti ai ragazzi e i ragazzi ai bambini: questo fa sì che ci si sproni attraverso le reciproche esperienze e che diventi normale e naturale fare tutti lo stesso percorso per trasformarsi in meglio».  Questo era l’aspetto fondante che non poteva in nessun modo essere trascurato.

I fatti hanno dimostrato la funzionalità di tale approccio, tanto che lo Smart learning ha già restituito i suoi risultati. Si è, infatti, concluso il primo corso online durante il quale 12 persone, accompagnate in specifici momenti anche dalle proprie famiglie, hanno sperimentato la libertà di comunicare in maniera fluida, riappropriandosi del controllo di quei suoni che la balbuzie aveva alterato in maniera innaturale e di allontanare dalla propria mente la paura dell’inceppo anticipatorio, portando queste nuove abitudini nella vita quotidiana.
Nello specifico i corsisti hanno lavorato e lavoreranno, all’interno della classe virtuale, sia tutti insieme che dividendosi in piccoli sottogruppi al fine di svolgere parte del percorso in modo più personalizzato con i coach e i tutor, che da anni sono abituati a seguire online i partecipanti. Gli stessi vengono accompagnati, seguiti in cuffia dai rispettivi tutor, a gestire con successo le relazioni e le situazioni di imprevedibilità della loro vita quotidiana.

L’emergenza in corso ha reso fondamentale seguire le indicazioni ministeriali e sanitarie volte a proteggere la popolazione. Al medesimo tempo, rimane un gesto di responsabilità proseguire nello svolgimento delle attività a sostegno delle persone. A questo proposito, la corretta informazione rappresenta un primo passo per poter agire e acquisire gli strumenti adeguati a superare la balbuzie, una condizione di forte disagio che può ridurre notevolmente la qualità di vita e l’autostima. È in questa ottica che la Cooperativa ha trasferito in modalità online anche le conferenze informative (che di norma vengono tenute in molte città italiane) e la formazione verso gli insegnanti e i pediatri, realizzando platee virtuali in cui la dott.ssa Comastri e Anselmo Zoccali – dott. in Psicologia ex balbuziente ed insegnante di Psicodizione – guidano i partecipanti alla comprensione di quali siano le cause che danno origine al blocco, cosa avviene nella mente di una persona che balbetta e come eliminare la sensazione del pensiero inceppato.

L’aspetto importante, in questi incontri informativi e formativi, è che i partecipanti interagiscono, ponendo domande e sperimentando cosa sente una persona che balbetta, fino percepire il dialogo interno che essa avverte, così da comprendere l’importanza di usare l’ansia a proprio vantaggio ed essere d’aiuto alla persona in difficoltà.

Mai come in questo momento, è importante non creare dei vuoti che facciano sentire la popolazione ancora più isolata e vulnerabile.

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