Scuola, il corteo di protesta degli studenti.

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Un momento del corteo per le vie del centro degli studenti genovesi, per lo sciopero nazionale indetto dall'Uds, Genova, 19 Novembre 2021. ANSA/LUCA ZENNARO

Studenti in strada anche a Napoli in occasione della giornata di mobilitazione che si è svolta in diverse città d’Italia.

La manifestazione è partita da piazza Garibaldi.

Gli studenti, uniti sotto lo slogan ‘Siamo il futuro che si ribella’, chiedono “soprattutto a seguito della pandemia, risposte concrete da parte della governance di scuole e Università, così come dalle istituzioni a partire dalla Regione Campania”.

“Quanto fatto fino ad oggi non è assolutamente sufficiente a garantire a tutti il ritorno in sicurezza a scuola e nelle Università – affermano Zidan Shehadeh, dell’Unione degli Studenti Napoli, e Cristina Trey di Link Napoli-Sindacato Universitario – soprattutto in un contesto dove questo diritto non era pienamente garantito nemmeno prima della pandemia”.

Gli studenti puntano il dito anche contro il Governo accusato di essere “sordo” ai loro bisogni perché – affermano – “nella Legge di Bilancio non c’è nemmeno un euro per noi e per il nostro futuro. Crediamo che non ci sia nessuna ripartenza per scuole e Università se non si tengono in considerazione le istanze degli studenti e le risposte necessarie per andare incontro ai loro bisogni, rendendo le Università dei luoghi realmente accessibili e attraversabili da tutti” Per quanto riguarda la no tax area per le tasse universitarie, i ragazzi ne chiedono l’innalzamento almeno a 300mila euro di Isee, ed anche misure “reali” di sostegno sugli affitti e di finanziamento sulla messa in sicurezza, riconversione di stabili di proprietà regionale dismessi o sottoutilizzati in alloggi per studenti.

“Da anni chiediamo una nuova legge sul diritto allo studio in Campania – prosegue Zidan Shehadeh – per garantire realmente una scuola pubblica e gratuita. Siamo la seconda regione con il più alto tasso di dispersione scolastica che ammonta circa al 20 per cento. La nostra è una sfida al governo regionale, ma anche nazionale: vogliamo il 5 per cento del PIL sull’istruzione per immaginarci davvero una scuola e una società differente”. Al termine del corteo, – a quanto riferito dai manifestanti – una loro delegazione è stata ricevuta dall’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini. (ANSA).

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