Università: patto Bocconi, Vanvitelli e Stoà Alleanza contro la fuga dei cervelli.

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Migliorare la competitività delle imprese, favorire la modernizzazione della Pubblica Amministrazione e arginare il fenomeno della fuga dei cervelli dalla Campania. Al via la partenership di STOA’ – Istituto di Studi per la Direzione e Gestione d’Impresa, con l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e con la SDA Bocconi School of Management.

L’intesa è stata presentata a Napoli nel corso di un incontro al quale hanno preso parte Giuseppe Paolisso, rettore della Vanvitelli, Elio Borgonovi, docente senior dell’Università Bocconi e i vertici di Stoà il presidente Paolo Scudieri e l’amministratore delegato Enrico Cardillo.

Presentati per l’occasione il Master in Direzione d’Impresa – Business Innovation, accreditato ASFOR, giunto alla sua XXVIII edizione, e il nuovo corso di Alta Formazione in Public Management, che si realizza con il contributo didattico e scientifico di SDA Bocconi School of Management. I nuovi percorsi formativi assicureranno agli allievi competenze in chiave 4.0, ma saranno anche titolo di valutazione per i concorsi pubblici.

Si dimostra così – ha spiegato Cardillo – che anche nel Mezzogiorno si fa buona formazione quando soggetti diversi e qualificati fanno sistema. L’alleanza tra le tre prestigiose Istituzioni ha l’obiettivo di migliorare la competitività delle imprese e favorire la modernizzazione della Pubblica Amministrazione”. Secondo il presidente Scudieri, “fare rete è la strada da seguire perché la Campania e il Mezzogiorno diventino un cluster attrattivo di talenti”.

Per il rettore Paolisso, “la qualità dell’offerta formativa e l’inserimento veloce sul mercato del lavoro a fine percorso sono la risposta migliore per contrastare l’emigrazione di tanti giovani che vanno fuori Regione per trovare eccellenti occasioni di formazione e successo sul mercato del lavoro”.

Questa partnership – ha aggiunto Borgonovi – rappresenta una sfida incentrata sulla creatività e sulla condivisione delle competenze. L’alta formazione è indispensabile anche per rafforzare la trasparenza del mercato del lavoro”.

 

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