Ethnos Festival, dal 16 al 30 settembre a San Giorgio ed altri 4 comuni.

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Al via dal 16 al 30 settembre la XXII edizione di Ethnos Festival, con concerti, danze e canti popolari nel vesuviano. La rassegna, diretta da Gigi Di Luca, vede come comune capofila San Giorgio a Cremano (Napoli) ed è stata finanziata dalla Regione Campania con 140 mila euro.

Il programma è ricco ed articolato con concerti nelle ville settecentesche con artisti provenienti da tutto il mondo, visite guidate alle bellezze della provincia di Napoli, delle dimore storiche e dell’archeologia. E ancora stage di musica, danza e canto popolare, alla scoperta della cultura dei popoli.

Il programma, fa sapere il Comune di San Giorgio a Cremano, è in via di definizione ma tra gli artisti che per la prima volta prenderanno parte al festival vi sarà anche Omou Sangare, cantante del Mali e vincitrice del Grammy Award.

Tra le novità della XXII edizione vi è l’ingresso nel tour del festival di altri comuni: Bacoli, Massa Lubrense, Somma Vesuviana e Casandrino, con l’obiettivo di valorizzare altri luoghi della Campania, con i loro siti minori ma altrettanto belli e meno noti al turismo di massa. “San Giorgio a Cremano è comune capofila di Ethnos”, spiega il sindaco Giorgio Zinno,

“Anche quest’anno il presidente De Luca ha creduto nel valore delle proposte che portano la firma della nostra città. Con Ethnos realizziamo uno dei principali cardini nell’azione di valorizzazione dei territori, condivisa con la Regione: vale a dire la realizzazione di eventi di spessore culturale e artistico che promuovono luoghi campani spesso sconosciuti”.

Molte iniziative si svolgeranno nella Casina vanvitelliana di Bacoli, nel Castello di Baia e a Punta Campanella in Costiera Sorrentina. Gli altri, come l’evento di apertura il 16 settembre, in Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano.

Per Gigi Di Luca, “Ethnos cresce ogni anno e, giunto alla XXII edizione, si allarga dal Vesuviano al Golfo di Napoli confermandosi un attrattore di coscienza e conoscenza della Campania”, spiega, “ma San Giorgio a Cremano rappresenta il punto di riferimento per la multiculturalità, confermandosi città dei diritti e dei grandi eventi”. (ANSA).

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