Oplontis: Il Fascino e la Bellezza, oggetti d’arredamento delle ville romane, dall’11 marzo a Torre Annunziata.

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Il sito di Oplontis è posto da itinerari antichi quali l’Anonimo Ravennate e la Tabula Peutingeriana tra Ercolano e Pompei, non lontano dal mare, in una posizione più o meno corrispondente all’attuale città di Torre Annunziata; in antichità dipendeva amministrativamente da Pompei e, come questa, venne distrutto dall’eruzione del 79 d.C.
Dell’insediamento antico si conoscono solo poche tracce relative a impianti termali ville ed edifici commerciali; i resti più imponenti appartengono alla Villa A, una lussuosa residenza affacciata sulla scogliera prospiciente il mare e alla cosiddetta Villa B, in realtà un complesso con magazzini al piano terreno ed abitazioni al piano superiore.

Dal 1997 Oplontis fa parte del sito UNESCO “Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata”, poiché come dice la motivazione dell’iscrizione alla Lista del Patrimonio “… Essi forniscono una completa e vivida immagine della società e della vita quotidiana in un determinato momento del passato che è senza confronti nel mondo intero”.

L’esposizione è rivolta principalmente al grande pubblico, in particolare alla cittadinanza di Torre Annunziata, alle scuole del territorio nonché agli studiosi e agli studenti di archeologia. Essa ha come scopo diffondere e condividere con la comunità locale la conoscenza del proprio patrimonio culturale per far crescere la consapevolezza di fare parte di un sistema culturale esteso nell’area vesuviana.

Dott.ssa Antonella Bonini, Soprintendenza Pompei

Il futuro di un luogo si disegna sulle trame del passato, sulle strade che altri hanno camminato, sulle case dove altri hanno vissuto. Nessuno nasce da solo; siamo tutti figli della nostra storia, in ogni possibile senso.

Per questo il passato ci appartiene. Abbiamo il dovere di non dimenticarlo mai, e, al contrario, fare in modo che connoti il nostro agire quotidiano.

 

Per questo, l’amministrazione comunale di Torre Annunziata è particolarmente fiera di aver organizzato la mostra “A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea. Oplontis, il fascino e la bellezza. Esposizione di sculture e reperti delle ville romane”; perché i nostri tesori del passato siano percepiti, come sono, patrimonio di tutti.
Dei torresi, ma di chiunque si riconosca nelle radici mediterranee.

La nostra storia è stata bruscamente interrotta quel terribile giorno del ’79 d.C., quando l’aria si fece fuoco e la pietra lava; quando la vita quotidiana di Pompei, Stabia, Ercolano e Oplontis si cristallizzò nell’attimo in cui una matrona passeggiava, un bambino piangeva, un notabile era alle terme.

Con “A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea. Oplontis, il fascino e la bellezza. Esposizione di sculture e reperti delle ville romane”, è proprio la vita quotidiana che intendiamo raccontare, quella che smise di essere all’improvviso. I reperti che potrete ammirare nelle sale di Palazzo Criscuolo – una sede scelta non a caso, ma che rappresenta al meglio la sintesi di passato e futuro della città – sono ornamenti di case, suppellettili e gioielli che abbellivano abitazioni e persone duemila anni fa. Pezzi straordinari, che resteranno in mostra nella nostra città per tre mesi.
Siamo convinti che questa potrà essere per Torre Annunziata una grande occasione per mostrare al mondo il suo volto migliore, quello più vero, fatto di un luogo di grande bellezza, ricco di opportunità e belle intelligenze. Dall’archeologia, dalla cultura, dal mare passa la rinascita della nostra città; la strada è ancora lunga, ma Torre sta camminando e cambiando, e non si fermerà.
“A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea. Oplontis, il fascino e la bellezza. Esposizione di sculture e reperti delle ville romane” è un trampolino da cui la nostra bella città spiccherà il salto definitivo. Dopo aver reso balneabile il nostro mare e restituito ai cittadini l’opportunità di goderne, ripartiremo dallo straordinario patrimonio archeologico del nostro territorio. Il nuovo porto di Torre Annunziata sarà l’approdo comune per tutta la filiera archeologica, da Ercolano a Stabia.
La Torre Annunziata di domani avrà nel suo DNA lo splendore, la bellezza e l’attrattiva di quel luogo che, una volta, era chiamato Oplontis.

Giosuè Starita, Sindaco di Torre Annunziata

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