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Gli stati generali della prevenzione alla Stazione Marittima

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Al via a Napoli gli Stati generali della prevenzione promossi dal ministero della Salute. La due giorni dell’evento istituzionale, tecnico e scientifico è dedicata al rafforzamento della prevenzione come pilastro fondamentale della salute pubblica.

L’apertura della sessione plenaria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti nelle varie sessioni in cui è articolato l’evento i rappresentanti delle istituzioni internazionali, nazionali, regionali e locali, delle società scientifiche, delle professioni sanitarie e del mondo accademico.

Gli Stati generali prevedono anche la possibilità di screening e visite gratuite alla popolazione, in collaborazione con Regione Campania – Asl Napoli 1 Centro, al villaggio allestito davanti alla Stazione marittima dove sono presenti stand, punti informativi ed eventi per tutti i cittadini. Gli screening vengono effettuati con prenotazione, al momento oltre mille le persone che si sono prenotate. Oggi sono previsti gli screening mammografici, gli ambulatori per la nutrizione, per i vaccini Hcv, per i vaccini in gravidanza, screening per il tumore della pelle. Spazio anche all’area veterinaria con screening oncologici per cani e gatti, servizio di anagrafe canina e felina, esami parassitologici.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto questa mattina alla Stazione Marittima di Napoli, dove prenderà parte al via degli Stati generali della prevenzione, evento organizzato dal ministero della Salute, in programma oggi e domani, che riunisce i protagonisti del Servizio sanitario nazionale, le istituzioni centrali e territoriali, le società scientifiche, le professioni sanitarie, il mondo accademico e le rappresentanze della società civile. Ad accogliere il capo dello Stato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il prefetto di Napoli, Michele di Bari.

“La prevenzione non è solo una strategia sanitaria, ma è una vera sfida culturale, che interpella il modo in cui noi organizziamo i servizi. E’ una dimensione trasversale che richiede nuove visioni e alleanze tra sanità, scuola, ricerca e amministrazioni locali”. Lo ha detto il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, durante il suo intervento agli Stati generali della prevenzione, in corso nel capoluogo campano.

“L’Anci – ha sottolineato – è fortemente impegnata nel costruire e rafforzare percorsi di collaborazione con tutti i livelli istituzionali affinché possiamo dotare di strumenti e risorse i Comuni italiani in prima linea nel promuovere salute, sport e stili di vita sani nella più ampia integrazione sociosanitaria”.

“Il Sud Italia mostra ancora oggi un’offerta insufficiente di servizi di prevenzione, tutto ciò rende ancora più urgente investire in prevenzione come leva di equità e sviluppo”, ha concluso Manfredi.

“Mi rivolgo al ministro Schillaci: ci sono tutte le condizioni per superare il piano di rientro, abbiamo contestualmente centrato obiettivi su prevenzione territoriale e ospedaliera, ci aspettiamo che sia superato il piano di rientro”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dal palco degli Stati generali della Prevenzione, evento organizzato dal Ministero della Salute, in programma oggi e domani, che riunione i protagonisti del Servizio sanitario nazionale, le istituzioni centrali e territoriali, le società scientifiche, le professioni sanitarie, il mondo accademico e le rappresentanze della società civile.

“Abbiamo superato il commissariamento nel 2019, abbiamo dovuto far fronte alla distribuzione di vaccini e tamponi bizzarra”, ha aggiunto De Luca, ricordando che “in Italia su bilancio sanitario, i risultati d’esercizio vedono quattro regioni in attivo: Campania, Lombardia, Veneto e Marche”. De Luca ha inoltre ricordato che “sulle liste attesa avevamo assunto impegno per essere primi in Italia, lo abbiamo mantenuto: oggi per la prestazioni richieste, urgenti e brevi, entro 10 giorni rispondiamo al 92% delle visite, un risultato inimmaginabile”, sottolineando che la Regione Campania ha ereditato nel 2015 un debito sanitario per sette miliardi di euro. “Siamo stati commissariati, pagheremo il debito fino al 2041. Siamo partiti come ultima regione italiana per Lea (livelli essenziali assistenza), abbiamo superato le criticità e il commissariamento, è rimasta per aria grande criticità: la legge che prevedeva il riparto del fondo sanitario nazionale per tre criteri è stata violata per 10 anni, la Regione Campania è stata penalizzata ogni anno per 200 mln di euro sulla media nazionale, perché è stato applicato solo un criterio del riparto, l’età anagrafica. La Regione Campania ha così 10 mila medici in meno, la dotazione minore di posti letto, in Campania ci sono 10,9 medici per mille abitanti rispetto ai 19 dell’Emilia Romagna”, ha spiegato De Luca.


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