Si sono conclusi i funerali di Peppino di Capri, il cantante scomparso ieri all’età di 86 anni.
Ad accogliere il feretro, all’uscita della chiesa, gli applausi delle tante persone che hanno assitito alla cerimonia di ieri, domenica 12 luglio, all’interno e nella piazzetta antistante, dove era stato allestito un maxi schermo.
Nell’aria le note de ‘Il sognatore’, uno dei brani più significativi del cantante e pianista, in un’atmosfera carica di emozione.
I funerali di Peppino di Capri
Ad accompagnare in chiesa il feretro in legno chiaro, ricoperto di rose gialle e accolto dalle note dell”Aria sulla quarta corda’ di Johann Sebastian Bach, erano stati i figli del cantante.
Tra i presenti, nella chiesa gremita, anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
A fine mattinata, il feretro del cantante era stato accolto inoltre da applausi e cori (“Peppino, Peppino”) all’arrivo nella piazzetta di Capri.
Sull’isola è in vigore il lutto cittadino.
Nel caldo pomeriggio di luglio, Capri si stringe attorno al suo artista più amato. Nella ex cattedrale di Santo Stefano, gremita come nelle grandi occasioni, l’isola dà l’ultimo saluto a Peppino Di Capri, mentre in piazzetta i bar interrompono il servizio, ritirano sedie e tavolini e lasciano che siano le sue canzoni a riempire il silenzio.
Attorno ai tre figli si radunano amici di una vita: Aurelio De Laurentiis, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, gli autori dei brani che hanno segnato decenni di musica italiana, i musicisti che lo hanno accompagnato sul palco, colleghi come Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino, che con lui duettò a Sanremo nel 1992. In chiesa ci sono anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessora comunale Chiara Marciani, e l’ex moglie Roberta, ispiratrice di uno dei suoi brani più celebri.
Le parole del prefetto e del parroco
«Quel “di Capri” non è solo un nome d’arte, ma un’appartenenza», ricorda il prefetto Di Bari. «Ha trasformato i confini dell’isola in un affetto che arriva dal mondo. È questo il suo lascito: una lezione di vita, educazione e rispetto».
Nell’orazione funebre, il parroco don Pasquale Irolla sottolinea come l’artista abbia «innalzato Capri nel mondo», facendosi conoscere e amare «nella gioia di ciascuno di noi».
Il ricordo della famiglia
Il figlio Edoardo si commuove parlando di Il sognatore: «Poco prima che morisse gli avevo chiesto quale fosse la sua canzone preferita tra le oltre 500 incise. Mi rispose: Il sognatore. Ora l’ascolto con orecchie diverse: è malinconia, eleganza, è papà».
L’omaggio del Napoli
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis annuncia che l’inno inciso da Peppino negli anni ’80 verrà rivisitato e riproposto allo stadio Maradona alla prima di campionato. «Lo immagino alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di champagne», dice visibilmente emozionato.
L’isola e il suo artista
«Oggi salutiamo un’icona della musica italiana e internazionale», afferma il sindaco di Capri Paolo Falco. «Non ha mai perso il legame con la sua isola. La sua arte resta indelebile».
All’uscita dalla chiesa, la bara portata a spalla viene accolta da un lungo applauso. C’è chi piange, chi si ferma in silenzio, e chi – tra i tanti turisti – osserva l’ultimo show del “sognatore di Capri”, l’uomo che ha trasformato un’isola in una musica.





















































