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Il Papa a Pompei: io il primo benedetto per essere qui, l’appello alla pace nella Messa

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«Che bella giornata, quante benedizioni. Io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al Santuario nel giorno della Supplica e di questo anniversario».

Con queste parole, pronunciate a braccio, Papa Leone XIV ha salutato i fedeli riuniti a Pompei, collegando la sua presenza nella città mariana al primo anniversario di pontificato, che cade proprio oggi.

Il riferimento del Pontefice non è casuale: l’8 maggio dello scorso anno, appena eletto e affacciatosi dalla Loggia delle Benedizioni di San Pietro, Leone XIV aveva evocato proprio il giorno della Supplica alla Beata Vergine del Rosario, composta da Bartolo Longo e recitata ogni anno da milioni di fedeli nel mondo.

Oggi, a distanza di dodici mesi, il Papa torna a Pompei nel giorno della Supplica, celebrando la messa nel Santuario e rinnovando quel legame simbolico che aveva segnato il suo primo saluto alla Chiesa universale.

L’omelia del Papa

Dal grembo di Maria “si irradia la Luce che dà il senso pieno alla storia e al mondo”. Lo ha detto il Papa, commentando il Vangelo dell’Annunciazione, nell’omelia della messa all’esterno del santuario di Pompei.

“L’Ave Maria è un invito alla gioia: dice a Maria, e in lei a tutti noi, che sulle macerie della nostra umanità provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, è venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano”, ha spiegato il Pontefice: “Maria diventa così Madre della misericordia. “Nell’‘Eccomi’ di Maria nasce non soltanto Gesù, ma anche la Chiesa, e Maria diventa insieme Madre di Dio – Theotòkos – e Madre della Chiesa”, ha ricordato il Pontefice. La preghiera del Rosario, “sorta e sviluppatasi progressivamente nel secondo Millennio, affonda le radici nella storia della salvezza, e proprio nel Saluto dell’Angelo alla Vergine ha come il suo preludio”.

“L’Ave Maria che si ripete nel Santo Rosario è un atto di amore”, ha sottolineato il Papa: “Il Rosario ha una fisionomia mariana, ma un cuore cristologico ed eucaristico. Se la Liturgia delle Ore scandisce i tempi della lode della Chiesa, il Rosario scandisce il ritmo della nostra vita riportandola continuamente a Gesù e all’Eucaristia”. “Generazioni di credenti sono state plasmate e custodite da questa preghiera, semplice e popolare, e al tempo stesso capace di altezze mistiche e scrigno della più essenziale teologia cristiana”.

L’appello alla pace

“Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. È l’appello del Papa, al termine dell’omelia della messa presieduta all’esterno del Santuario di Pompei. “Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo –, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei”, ha ricordato: “I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso”, perché “la pace nasce dentro il cuore”.

Govanni Paolo II, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace, ha ricordato inoltre Leone XIV: “In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione. Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce “onnipotente per grazia”. Per sua intercessione, “venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”.

A conclusione della Santa Messa, a mezzogiorno, il Papa e i fedeli celebreranno la Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, che si tiene tradizionalmente ogni 8 maggio.


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