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Abusi edilizi trentennali, sigilli dei Carabinieri a ristorante stellato a Nerano

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Trenta anni di trasformazioni silenziose, un ristorante simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana e un territorio tra i più tutelati della Campania. È in questo intreccio che si inserisce l’inchiesta che ha portato al sequestro del complesso riconducibile al ristorante “Quattro Passi”, tre stelle Michelin, a Nerano, frazione di Massa Lubrense, in Penisola Sorrentina, ristorante scelto anche dal patron di Amazon Jeff Bezos per il suo matrimonio.

Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri di Sorrento su disposizione del gip di Torre Annunziata, ipotizza il reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio a carico dei proprietari, Antonio Giovanni Mellino, 70 anni, e della moglie Rita Vinaccia, 61 anni. Il locale, noto a livello internazionale e reso popolare in Italia anche dalla partecipazione a MasterChef, sarebbe stato al centro di un ampliamento edilizio durato decenni e ritenuto privo dei necessari titoli autorizzativi.

Un casolare diventato un complesso commerciale

Secondo le indagini, avviate nel luglio 2025, l’area – originariamente boschiva e sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e sismici – sarebbe stata oggetto, dal 1982 al 2025, di tredici interventi di ampliamento. Le opere avrebbero progressivamente trasformato un casolare rurale in un articolato insediamento destinato alla ristorazione, per un totale di circa 3.000 metri cubi.

Tali interventi, osserva la Procura, avrebbero richiesto il preventivo parere della Soprintendenza e l’autorizzazione del Genio Civile, mai ottenuti.

Il ruolo del Comune: condoni tardivi e irregolari

La nota del procuratore Nunzio Fragliasso punta il dito anche contro il Comune di Massa Lubrense, accusato di una condotta “quantomeno negligente”. Nel corso degli anni, infatti, l’ente avrebbe rilasciato condoni edilizi giudicati illegittimi, caratterizzati da:

  • ritardi di decenni tra la richiesta e il rilascio;
  • assenza dei presupposti di legge;
  • immobili che, nel frattempo, erano stati ulteriormente modificati in modo abusivo;
  • controlli della polizia municipale che già avevano evidenziato irregolarità.

Un quadro che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito il protrarsi dell’attività edilizia non autorizzata.

Un caso che interroga la Costiera

Il sequestro del “Quattro Passi” non è solo una vicenda giudiziaria: riapre il dibattito sulla fragilità del territorio costiero, sulla gestione dei condoni e sulla capacità delle amministrazioni locali di vigilare su aree ad altissima pressione turistica.

La vicenda, destinata a far discutere, mette in luce ancora una volta la tensione tra tutela del paesaggio e iniziativa economica, soprattutto in contesti dove ogni metro quadro è vincolato e ogni intervento richiede un equilibrio delicatissimo.

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