Una parola di troppo, forse un commento provocatorio rivolto alla persona sbagliata. Ci sarebbe questo, secondo le prime verifiche degli investigatori, all’origine della spedizione punitiva avvenuta la scorsa notte ai Colli Aminei, dove due giovani sono stati circondati e picchiati da un gruppo composto da otto persone mentre erano fermi in strada, seduti sui loro scooter.
L’aggressione: catene, tirapugni e un poliziotto ferito
Il branco avrebbe colpito le due vittime designate con catene e tirapugni, lasciandole a terra con ferite poi giudicate guaribili in 15 giorni. Un poliziotto libero dal servizio, intervenuto per tentare di riportare la calma, è rimasto a sua volta ferito ed è dovuto ricorrere alle cure dei medici.
Le indagini: cinque identificati grazie alla dashcam
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Capodimonte, che hanno ricostruito la dinamica anche attraverso le immagini della dashcam montata sullo scooter di una delle vittime e grazie alla testimonianza dell’agente intervenuto.
Cinque dei partecipanti – tra cui un minorenne – sono stati identificati e denunciati. Le accuse: concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento (per aver colpito anche i mezzi delle vittime) e resistenza a pubblico ufficiale.
Il movente: un commento percepito come un affronto
Secondo quanto ricostruito finora, non si esclude che una delle vittime possa aver rivolto un commento provocatorio a uno dei giovani poi identificati, che si trovava in auto con la fidanzata. L’offesa sarebbe stata ritenuta sufficiente per organizzare un ritorno “in forze” e mettere in atto l’aggressione.
Gli investigatori stanno vagliando tutte le ipotesi, compresa quella di una dinamica di branco scatenata da un pretesto minimo, come già avvenuto in altri episodi recenti in città.

















































