Cinque anni di Dieta Mediterranea patrimonio Unesco, lunedì 16 all’Università Suor Orsola Benincasa.

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In occasione della celebrazione del Quinto Anniversario del riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, avvenuta il 16 novembre 2010 a Nairobi, l’Università degli Studi del Sannio, e in particolare il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi quantitativi, ha partecipato, assieme al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la Regione Campania, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, il Comune di Pollica – Comunità Emblematica della Dieta Mediterranea Unesco, il Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo”, l’Università Unitelma – Sapienza di Roma, la Camera di Commercio di Napoli, l’Università Federico II, la Seconda Università, il Forum Dieta Mediterranea di Imperia, l’Associazione Città dell’olio, all’organizzazione del Convegno di Studi DIETA MEDITERRANEA UNESCO, UN PATRIMONIO RESPONSABILE. INNOVAZIONE IDENTITA’ CONTRAFFAZIONE, che si svolgerà a Napoli, il 16 novembre 2015, all’Università “Suor Orsola Benincasa” (Biblioteca Pagliara, Corso Vittorio Emanuele 292, ore 9.30 alle 18.30).

Il Convegno di studi rappresenta una delle tappe della quattro giorni di festeggiamenti che sono cominciate a Pollica, nel Cilento, nelle serate di venerdì 13 e sabato 14 novembre 2015, continuando nel pomeriggio di domenica 15 novembre, per poi concludersi a Napoli con il Convegno del 16 novembre prossimo, per fare un bilancio di quanto è stato fatto in questi cinque anni per promuovere in Campania e in Italia la conoscenza della storia e della cultura della Dieta Mediterranea. Negli anni Cinquanta, proprio dalla Campania, il fisiologo americano Ancel Keys e la moglie biologa Margaret Haney, con la collaborazione attiva di molti medici di fama internazionale come Jeremiah Stamler, Martii Karvonen, Gino Bergami, Mario Mancini, Alessandro Menotti, Flaminio Fidanza, con il celebre Seven Countries Study, posero all’attenzione del mondo il modo di vivere, di produrre e di consumare di questa parte del Mare Nostrum, quale modello alimentare del futuro, in grado di garantire cibo, salute e longevità per un numero sempre maggiore di cittadini.

La dieta mediterranea è stata il primo patrimonio socio-alimentare ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento dell’UNESCO, assieme al Repas Gastronomique dei Francesi, un primato che costituisce una responsabilità politica e sociale cui le istituzioni promotrici di questo evento stanno da tempo facendo fronte, con attività di ricerca, di comunicazione, di salvaguardia e di valorizzazione.

 

Tra le molte attività svolte e caratterizzate da un forte rilievo politico-istituzionale, vi sono “La Settimana della Dieta Mediterranea UNESCO” organizzata ad Expo, a Milano (14-20 settembre 2015), dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; la Settimana della Campania, organizzata dalla Regione Campania ad Expo (16-22 Ottobre 2015); le ricerche internazionali che il MedEatResearch – Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea dell’Università Suor Orsola Benincasa, diretto da Marino Niola, svolge dal 2010 per ricostruire le componenti antropologiche, storiche e culturali di questo antico stile di vita che affonda le sue radici nelle civiltà del Mediterraneo;  le iniziative del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi quantitativi (DEMM) della Università degli Studi del Sannio che, grazie soprattutto al suo Direttore, Giuseppe Marotta, Professore di Economia agroalimentare, porta avanti ricerche nel settore e, negli ultimi anni, ha realizzato studi sul tema della dieta mediterranea, approcciato come sicurezza alimentare per la tutela responsabile del cittadino-consumatore e delle identità ed economie locali, e ha dedicato ad esso, nel corso del 2014, un ciclo di conferenze magistrali “Transiti Mediterranei” su Dieta Mediterranea e culture locali, con il coinvolgimento e la partecipazione della Università di Roma “La Sapienza”, di Slow food regionale, del Gambero Rosso e dei GAL locali.

 

I lavori della mattinata saranno aperti dai saluti istituzionali di Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa; Luca Bianchi, Capo Dipartimento MIPAAF; Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania ai Rapporti Internazionali e UNESCO Ambasciatore, cui seguirà la prima sessione plenaria su Cinque anni di dieta mediterranea UNESCO: un primo bilancio, presieduta  da Sebastiano Maffettone, Professore  di Filosofia  Politica Luiss Guido Carli e Consigliere per la Cultura del Presidente della Regione Campania, con l’introduzione di Marino Niola, Professore di Antropologia dei simboli e Direttore del MedEatResearch – Unisob, e la partecipazione di Pier Luigi Petrillo, Professore di Diritto pubblico comparato, Università di Roma Unitelma  Sapienza, Capo Ufficio legislativo Regione Campania e Consigliere per l’UNESCO del MIPAAF; Giuseppe Marotta, Professore di Economia agro-alimentare, Università degli Studi del Sannio, Direttore del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi; Gabriele Riccardi, Direttore Unità Operativa Complessa di Diabetologia e Malattie del Metabolismo, Università Federico II; Pasquale Giuditta, Dirigente Promozione e Qualità, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Stefano Pisani, Sindaco di Pollica – Comunità Emblematica della Dieta Mediterranea UNESCO; Andrew Fierberg, Produttore cinematografico Hithertofore Films.

 

Il patrimonio agroalimentare del Mezzogiorno d’Italia, e in particolare campano, rappresenta un elemento importante della cultura gastronomica italiana, unica al mondo per qualità ed assortimento. Come conseguenza di questa popolarità, è cresciuta via via negli anni un’economia parallela che, sottraendo quote di mercato ai prodotti tutelati, causa notevoli danni alle aziende italiane. L’Italian Sounding, ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti non italiani, rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare.

Le aziende estere, che utilizzano impropriamente segni distintivi e descrizioni informative e promozionali che si rifanno in qualche modo al nostro Paese, adottano tecniche di mercato che inducono il consumatore ad attribuire ai loro prodotti caratteristiche di qualità italiana che in realtà non posseggono, concorrendo slealmente nel mercato ed acquisendo un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza non solo italiana.

 

Per questi motivi, una delle due sessioni parallele organizzate nell’ambito del Convegno di Studi del 16 novembre prossimo, presieduta da Vittoria Ferrandino, Professore di Storia economica e di Storia dell’impresa dell’Università degli Studi del Sannio, sarà dedicata a Contraffazioni, imitazioni e Italian sounding e vedrà la partecipazione di Francesco Caruso, Ambasciatore e Consigliere del Presidente della Regione Campania ai Rapporti Internazionali e UNESCO; Filippo Diasco, Direttore Generale per le Politiche Agricole e Forestali Regione Campania; Fernando Goglia, Professore di Fisiologia generale, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio; di Maria Pia Nastri, Professore di Scienza delle finanze e diritto tributario presso l’Università Suor Orsola Benincasa; Katherine Esposito, Professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Seconda Università di Napoli; Anna Zollo, Dottoranda di ricerca in Sociologia, Università La Coruňa, Spagna; Pietro Romano, Comandante seconda sezione S.I.A.C. Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale della Guardia di Finanza; Amedeo De Franceschi, Responsabile Divisione 2ª – Sicurezza Agroambientale e Agroalimentare, Corpo Forestale dello Stato; Vincenzo Maresca, Comandante del Gruppo CC per la Tutela della Salute di Napoli. Parteciperanno anche i rappresentanti di alcuni tra i più significativi consorzi campani: Ciro Moccia, Past President Consorzio Pasta Gragnano IGP ; Domenico  Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di bufala campana Dop; Tommaso Romano, Presidente del Consorzio di Tutela del pomodoro San Marzano Dop; Massimo Cobellis, Presidente del Consorzio Olio dop del Cilento; Nicola Matarazzo, Direttore del Sannio Consorzio Tutela vini; Daniela Mastroberardino, Vicepresidente del Consorzio Tutela vini d’Irpinia.

 

Elisabetta Moro, Professore di Antropologia Culturale e Tradizioni alimentari del Mediterraneo, Unisob, presiederà i lavori dell’altra sessione dedicata a Come valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale immateriale,  cui parteciperanno Paola Villani, Presidente del Corso di Laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale, Unisob; Domenico Nicoletti Docente di Gestione e Salvaguardia delle Aree Protette, Università degli Studi  di Salerno, Direttore Centro Studi Dieta Mediterranea Angelo Vassallo; Franz Cerami, Docente di Storytelling digitale per i Beni Culturali, Unisob; Helga Sanità,  Docente di Antropologia del patrimonio, Unisob; Marzia Mauriello, Docente di Etnoantropologia, Unisob; Alessandro Gaeta, Giornalista RAI TG1; Rossella Galletti e Annalisa Rascato, Ricercatrici MedEatResearch; Alessandro Zagarella, Ricercatore CUEIM; Quirino Picone, Coordinatore Master in Comunicazione multimediale dell’enogastronomia, Unisob – Gambero Rosso.

 

Nella sessione plenaria del pomeriggio, presieduta da Marino Niola, si procederà all’elaborazione del “Manifesto di Napoli per la Dieta Mediterranea UNESCO”, a cura di Elisabetta Moro e Vittoria Ferrandino, cui seguiranno la Presentazione della Piramide Universale della Dieta Mediterranea ideata dal MedEatResearch, ideata dal MedEatResearch, nonché la Presentazione del logo e dell’app Dieta Mediterranea – L’albero della lunga vita – Notte Bianca della Regione Campania.

I lavori si chiuderanno con la tavola rotonda sul tema  La dieta mediterranea e il Made in Italy agro-alimentare: quali prospettive? Ne discuteranno Mario Catania, Presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione, già Ministro delle politiche agricole; Amedeo Lepore, Assessore alle Attività produttive Regione Campania; Pasquale Giuditta, Direttore MIPAAF; Giuseppe Di Taranto, Professore di Storia dell’economia e dell’impresa, Luiss Guido Carli; Alfonso e Livia Iaccarino, Chef; Gaetano Pascale, Presidente Nazionale Slow Food; Costanzo Jannotti Pecci, Presidente di Confindustria Campania; Pina Amarelli, Cavaliere del Lavoro e Presidente Amarelli S.S.; Enrico Lupi, Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. La tavola rotonda sarà conclusa dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

 

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