Una cellula anarco‑insurrezionalista attiva a Roma e collegata a gruppi affini a Bologna, Forlì‑Cesena, Milano e Napoli è stata smantellata nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma.
La Digos ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico .
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe avuto un ruolo negli attentati alla rete ferroviaria dell’Alta Velocità avvenuti nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, che provocarono danni per circa 455 mila euro . Nella rivendicazione gli anarchici parlavano di «bloccare tutto» e «continuare nella lotta contro il potere»
La matrice ideologica e gli obiettivi
Gli attacchi, spiegano gli investigatori, si inserivano in una più ampia campagna antimilitarista e contro le Olimpiadi Milano‑Cortina, accusate di alimentare «speculazione edilizia» attraverso ingenti flussi di denaro pubblico .
Nel mirino anche: la presenza agli eventi sportivi di agenti dell’ICE, definiti «squadracce americane anti‑immigrati», le forze dell’ordine italiane, l’accordo tra Rete Ferroviaria Italiana e Leonardo, ritenuto funzionale a «implementare la logistica militare nella penisola»
Sullo sfondo, la volontà di mantenere alta la mobilitazione dell’area anarco‑insurrezionalista contro il 41‑bis e la detenzione di Alfredo Cospito, figura di riferimento dell’anarchismo informale .
Le perquisizioni
Le operazioni hanno coinvolto diverse città italiane, con perquisizioni anche nel centro sociale “Bencivenga Occupato” a Roma
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