Crediti per oltre 13 milioni per lavori mai effettuati, GdF sventa maxi truffa.

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Un fermo immagine tratto da un video della guardia di finanza di Lodi, 26 ottobre 2021: Novantatré persone residenti in 18 comuni del Lodigiano e in uno del Milanese sono state indagate dalla Gdf di Lodi per l'indebita percezione di 'bonus spesa Covid-19', previsti dall'ordinanza del 29 marzo 2020 e destinati alle famiglie in stato di bisogno e maggiormente colpite dagli effetti economici della pandemia. In particolare, secondo quanto riferito dai finanzieri, è stata controllata la situazione reddituale e patrimoniale di oltre 3.000 persone con i relativi nuclei familiari che hanno richiesto e ottenuto, da più amministrazioni comunali, questi contributi di importo compreso tra i 100 e i 1.000 euro sostenendo di trovarsi in condizioni di difficoltà economica o di indigenza tali da non consentire neppure il minimale approvvigionamento di generi alimentarie di prima necessità. Nei casi esaminati sarebbe stata riscontrata la mancanza dei requisiti previsti dalla specifica normativa dato che uno o più componenti di queste famiglie percepivano il reddito di cittadinanza, l'indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate non compatibili con il bonus. In totale, quindi, l'indebita percezione del bonus è stata accertata per 32.000 euro e ha fatto scattare multe per 95.000 euro totali imponendo anche la restituzione di quanto ricevuto. ANSA/
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Crediti derivanti da bonus edilizi accumulati per oltre 13 milioni di euro per lavori mai effettuati: è l’accusa contestata dalla Procura di Napoli Nord a due imprenditori edili, di cui uno percettore di reddito di cittadinanza, titolari di imprese operanti nelle province di Caserta e Modena.

L’ufficio giudiziario inquirente diretto da Maria Antonietta Troncone ha emesso un decreto di sequestro preventivo che la Guardia di Finanza ha eseguito, bloccando i tredici milioni di euro di crediti non ancora monetizzati dai due imprenditori.

I finanzieri di Aversa hanno scoperto la truffa dopo aver notato delle anomalie nella movimentazione dei crediti da parte dei due imprenditori.

Dagli accertamenti è emerso che gli indagati erano privi di una concreta organizzazione aziendale, non disponendo di mezzi e personale, e che nonostante questo avrebbero generato crediti per lavori di ristrutturazione mai realizzati e senza peraltro mai emettere fattura verso i presunti clienti; crediti poi ceduti attraverso tranche di 500mila euro a soggetti, spesso percettori di reddito di cittadinanza, che non avevano la forza economica per poter pagare il prezzo della cessione, ma il cui unico compito era di rivendere il credito agli istituti bancari, ignari del raggiro, che poi monetizzavano la somma. Il sequestro d’urgenza disposto dalla Procura è servito proprio ad evitare che i due imprenditori potessero cedere altre tranche dei crediti derivanti dai bonus edilizi. (ANSA).

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