Cultura, a gennaio piano strategico del Comune.

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Primo incontro oggi in commissione Cultura, presieduta da Luigi Carbone, con il sindaco Gaetano Manfredi sugli interventi culturali da realizzare nei prossimi mesi. Tra i temi centrali la gestione dei siti e istituzioni culturali e la valorizzazione della rete delle biblioteche comunali.

Rilanciare il ruolo di indirizzo della commissione consiliare nei settori strategici della cultura, del turismo e delle attività produttive e partecipare ai processi decisionali per gli interventi culturali da realizzare in città. Queste le premesse dell’incontro di oggi, presieduto da Luigi Carbone, che ha proposto l’istituzione di una Camera del Turismo e della Cultura, una sorta di cabina di regia che possa anche vigilare sulla corretta destinazione della tassa di soggiorno a favore dello sviluppo turistico e culturale partenopeo. Prima dell’inizio della discussione Antonio Bassolino (Misto) ha posto l’attenzione sulla contemporaneità delle riunioni delle commissioni consiliari – nello specifico, di quelle della commissione Cultura e della commissione Urbanistica –, che di fatto impediscono a vari consiglieri di partecipare in maniera seria ai lavori, e per protesta ha abbandonato la riunione.

Molti gli interventi dei consiglieri. Per Alessandra Clemente (Misto) l’operatività dell’Amministrazione nell’ambito della politica culturale deve necessariamente riguardare il rilancio e la valorizzazione di siti strategici come il cimitero delle Fontanelle, il recupero di Castel Capuano e maggiori investimenti nell’igiene e nel decoro dei siti culturali cittadini. Gennaro Demetrio Paipais (Movimento 5 Stelle) ha insistito sul ruolo che l’Amministrazione può ricoprire in materia di internazionalizzazione del Made in Italy e delle eccellenze locali. Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha proposto di ribaltare la visione del turismo e della politica culturale ponendo al centro il diritto/dovere dei cittadini nella elaborazione delle proposte. È doveroso puntare, ha aggiunto, sulla valorizzazione della cultura scientifica nella storia partenopea. Per Pasquale Sannino (Insieme per Napoli Mediterranea) è necessario riprendere il discorso interrotto sul Forum delle Culture e sul destino dell’ex Asilo Filangieri e rilanciare le periferie. Sul tema della cultura serve un approccio sistemico, ha precisato Anna Maria Maisto (Azzurri Noi Sud Napoli Viva), e occorre puntare sulla valorizzazione del patrimonio immateriale. Uscire dal provincialismo e puntare sulla stratificazione culturale della città: questa la linea suggerita da Toti Lange (Misto). Per Gennaro Esposito (Manfredi Sindaco) bisogna creare nuovi poli culturali nel Real Albergo dei Poveri o nella ex Base Nato di Bagnoli anche per sviluppare settori ora mancanti in città, come l’industria cinematografica. Luigi Musto (Manfredi Sindaco) ha proposto l’incentivazione del turismo nei cimiteri monumentali. Flavia Sorrentino (Movimento 5 Stelle) ha ricordato la centralità dell’artigianato e dei saperi della città e il ruolo della digitalizzazione per avvicinare i giovani alla cultura. Street Art e coinvolgimento delle associazioni per lo sviluppo del turismo anche nelle periferie: queste le priorità per Rosario Palumbo (Cambiamo!). È arrivato il momento di riflettere sulla possibilità di far pagare l’ingresso nei siti culturali del Comune di Napoli, ha sottolineato Bianca Maria D’Angelo (Gruppo Maresca). Nel suo intervento il sindaco Gaetano Manfredi ha ricordato che la cultura è educazione, promozione dei territori, sviluppo urbanistico ed economico, e ha annunciato che entro la fine di gennaio 2022 sarà lanciato un Piano strategico per la cultura a Napoli. Al centro dell’azione amministrativa ci saranno l’efficientamento della gestione dei siti culturali comunali e la cooperazione con tutte le istituzioni culturali della città, puntando in particolare sulla valorizzazione della rete delle biblioteche comunali e dei siti culturali minori. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso un nuovo modello di gestione pubblico/privato e combattendo il provincialismo culturale ancora diffuso in alcuni ambienti cittadini. Il Comune – ha concluso – non può agire da imprenditore culturale, ma deve essere il regista delle migliori pratiche che sono in circolazione, in modo da attrarre a Napoli gli operatori nazionali e internazionali.

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