Cutolo, disposta autopsia. Borrelli (ex capo DDA): ancora influente su clan.

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Sarà sottoposto nelle prossime ore ad autopsia il corpo di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata morto ieri sera a Parma nel reparto detenuti dell’Ospedale Maggiore. La salma di ‘oprofessore’ è ora nel reparto di medicina legale dell’Università di Parma, sempre nel nosocomio emiliano, alla presenza di Polizia, Polizia Penitenziaria e carabinieri.

Intorno alle 10.30 sul posto è arrivata anche la moglie del boss, Immacolata Iacone, accompagna da alcuni familiari. Prima si è seduta su una panchina all’esterno della porta della camera ardente del marito, poi si è rifugiata in un’auto parcheggiata a poca distanza. Non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti presenti. (ANSA).

“Raffaele Cutolo è responsabile della trasformazione che ha avuto la camorra in Campania, e non solo, e gli effetti della sua azione non sono limitati nel tempo ma si protrarranno per molto tempo negli anni a venire”.

A parlare è il procuratore di Salerno Giuseppe Borelli, per lungo tempo a capo della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Napoli che, pur essendosi, da investigatore, occupato del clan Alfieri, feroce rivale della NCO del “professore”, è stato costretto a confrontarsi anche con la mentalità del boss scomparso ieri all’età di 79 anni.

“Con tutto il rispetto che si deve, comunque, a una persona deceduta, Cutolo, giuridicamente e moralmente – ricorda il procuratore di Salerno – è responsabile di centinaia e centinaia di omicidi, molti dei quali eseguiti con crudeltà senza pari”.

Riguardo al mancato pentimento di don Raffaele, e sui segreti che si è portato nella tomba, Giuseppe Borrelli, ricorda che parecchi casi “sono stati ampiamente e dettagliatamente risolti anche senza il suo contributo, come, per esempio, quello che riguarda Ciro Cirillo (il politico della DC rapito e poi rilasciato dalle Brigate Rosse, ndr)”.

Per quello che concerne gli anni in cui ha coordinato i magistrati antimafia partenopei, il procuratore di Salerno ci tiene a precisare di non avere mai chiesto a Cutolo di collaborare con la giustizia: “Per certi aspetti, la collaborazione con la giustizia di Cutolo, peraltro mai richiesta quando ero io a capo della DDA, non avrebbe potuto essere utile in quanto determinate vicende che lo vedevano coinvolto erano state ampiamente chiarite dagli inquirenti sulla base di elementi assolutamente certi”. (ANSA).

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