Si è conclusa nel modo più drammatico la scomparsa di Luciano Capasso, il 25enne originario di Qualiano (Napoli) disperso da cinque giorni sulle montagne svizzere. Il giovane è stato ritrovato senza vita, travolto da una valanga di categoria 4 su 5, una delle più pericolose secondo le scale di rischio alpine.
Luciano lavorava come autista in un hotel della zona e mercoledì scorso, alle 4 del mattino, era uscito per unâescursione a quota 2.700 metri. Una bufera di neve lo avrebbe sorpreso lungo il percorso, facendo perdere ogni traccia di lui.
Le accuse della famiglia: âNessun soccorso, risposte sarcasticheâ
La vicenda rischia ora di trasformarsi in un caso diplomatico. I familiari del giovane denunciano gravi negligenze da parte delle autorità elvetiche.
Secondo quanto riferito dai fratelli di Luciano:
- i soccorsi non sarebbero mai stati attivati nei giorni successivi alla scomparsa;
- non risulta alcuna indagine aperta in Svizzera;
- gli operatori avrebbero risposto con toni sarcastici e bruschi alle richieste di aiuto della famiglia.
«Giovedì hanno detto a mia madre: âPreparatevi a un funeraleâ. A me, il giorno dopo, hanno risposto: âRassegnati, non abbiamo una sfera magicaâ, chiudendo la comunicazione», denuncia Emmanuel, uno dei fratelli.
Lâavvocato della famiglia, Sergio Pisani, sottolinea che Luciano non era un improvvisato: «Era un ex militare, addestrato alla sopravvivenza in condizioni estreme. Avevamo una geolocalizzazione precisa. Mi chiedo perché non siano stati utilizzati droni o altri mezzi, anche con il maltempo».
Il mistero del messaggio: âCerco di non morireâ
Giovedì 20 febbraio, dal GPS militare del giovane è comparso uno status inquietante: âcerco di non morireâ. Non è chiaro quando sia stato scritto: potrebbe risalire a molto tempo prima, ma resta un dettaglio che ha scosso profondamente i familiari.
Il cellulare di Luciano, già dal giorno della scomparsa, squillava a vuoto. Il giorno successivo la connessione risultava completamente interrotta.
La posizione delle autorità svizzere
La polizia del Canton Grigioni sostiene che, con una valanga di tale entità , nessun intervento avrebbe potuto salvare il giovane, anche se tempestivo. Resta però da chiarire se fosse stata emanata unâallerta valanghe e se le condizioni meteo giustificassero davvero la mancata attivazione dei soccorsi.
Le autorità hanno già concesso il nulla osta per il rimpatrio della salma, che potrebbe avvenire nelle prossime ore. La famiglia, al momento, ha scelto di non richiedere lâautopsia, ma lâesame potrebbe diventare necessario qualora la magistratura italiana decidesse di aprire un fascicolo.
Una tragedia che si inserisce in un quadro più ampio
La morte di Luciano Capasso arriva a pochi giorni dalla tragedia di Crans-Montana e si aggiunge a una serie di incidenti mortali sulle Alpi. Nelle stesse ore, infatti:
- uno scialpinista è morto in Valle dâAosta, travolto da una valanga sulla Becca di Nana;
- un 50enne ha perso la vita a Merano 2000, sempre a causa di una slavina.
Un inverno segnato da condizioni meteorologiche instabili e da un rischio valanghe particolarmente elevato.
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