Droga, arrestato agente penitenzario a Santa Maria Capua Vetere.

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L'esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Caserta, 13 giugno 2020. Un rivolta dei detenuti, sarebbe in atto nell'istituto di pena che in questi giorni è al centro di polemiche riguardanti un'inchiesta su presunti pestaggi che sarebbero avvenuti lo scorso 6 aprile. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali la rivolta è scoppiata nel reparto Danubio. Ieri, nell'infermeria dell'istituto sei agenti sono stati aggrediti da detenuti extracomunitari. ANSA / CESARE ABBATE
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Era già “attenzionato” l’agente della polizia penitenziaria trovato dai colleghi con 100 grammi di hashish nascosti nella divisa: il poliziotto, T.A., 32 anni, in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, l’istituto penitenziario casertano che lo scorso anno è finito al centro di una inchiesta per i pestaggi subiti dai detenuti, è stato arrestato dai suoi stessi colleghi e dagli agenti del Nucleo Investigativo Centrale (NIC) della Penitenziaria.

Durante una perquisizione disposta nella sua automobile, è stata trovata anche una cospicua somma di denaro in contanti che gli inquirenti non escludono sia frutto della vendita della sostanza stupefacente. Per l’agente sono stati disposti gli arresti domiciliari.

“Complimenti alla polizia penitenziaria per la brillante operazione – commentano Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, presidente e segretario regionale campano dell’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria (USPP) – questo collega ha tradito il giuramento prestato al cospetto dello Stato e la fiducia dei suoi colleghi. Il sindacato crede fortemente nei valori democratici ed istituzionali e una circostanza ci consola: la Polizia Penitenziaria, con questa operazione, ha dimostrato di possedere gli ‘anticorpi’ contro gli infedeli”.
(ANSA).

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